Fabio Salvatore Pascale ritorna con la sua amata poesia

L'ultima raccolta ha per titolo titolo: “Carezze”

fabio salvatore pascale ritorna con la sua amata poesia

L'angolo della cultura..

Classe 1983, il Poeta Fabio Salvatore Pascale ritorna nuovamente con la sua amata Poesia, pubblicando l’ultima raccolta di poesie dal titolo “Carezze” che è la terza raccolta poetica, dopo “Scintille” - il suo esordio – e “Tracce”. Il filo che lega le tre raccolte è presente già nei titoli, che rappresentano le varie sfaccettature che la Poesia assume: nasce come una folgorazione, una scintilla; lascia nel poeta e nei suoi lettori delle tracce del suo essere e diventa una carezza, un tocco lieve di affetto e condivisione. La delicatezza di quest’ultimo titolo è tipica dello stile di Fabio Salvatore, ma è anche frutto di una raggiunta maturità poetica, rispetto alle precedenti opere. Le 69 poesie presenti sembrano effettivamente delle carezze delicate che vengono offerte a chi legge, entrano in punta di piedi nella quotidianità del lettore e tramandano una sensazione di dolcezza come il ricordo di un bel panorama, un elemento naturale che cattura la nostra attenzione, le parole di una persona cara, una carezza inattesa. Carezze si articola in tre sezioni: Dillo con un fiore composta da 18 liriche, Istanti con 27 poesie e “L’amor che move il sole e l’altre stelle” con 24 componimenti. Tutta la prima parte di Carezze è un’esplosione di vita. Il profumo della ginestra selvatica colora il “giallo della quiete” e amorevole nutre l’uomo (Ginestra dei carbonai). Il ciliegio con il suo rossore canta “l’emozione della vita” (Dolce e selvaggio). Il geranio innamorato mostra il suo sorriso sul balcone fiorito (Geranio). Le “docili margherite” cantano “O vita mia” (Fiore di casa mia). La “splendida odorosa vita” nasce da una “timida rosa” (Petali infiniti, vv. 1-2). Anche un piccolo bucaneve che è appena sbucato dalla coltre bianca, fa compagnia nella solitudine dell’inverno (Bucaneve). Carezze è una raccolta tra cielo e terra, la natura prende vita e nutrimento dalla terra, ma non manca uno sguardo aereo fatto di vento, raggi di sole, gocce di pioggia e arcobaleni. Anche i pensieri umani, leggeri nell’aria, volano “come zucchero filato” (Cynara, v. 5). Foto Salvatore Pascale.