Napoli: incontro sulla Open Arms con Nicola Fratoianni

La nave della Ong spagnola, ospite nel porto di Napoli diventa un luogo di confronto e dibattiti.

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Napoli.  

La nave della Ong Open Arms è ormeggiata nel Porto di Napoli, invitata dal Comune a raccontare la loro storia, per dimostrare alla città che esistono pratiche diverse che spesso vengono raccontate come criminali e che invece hanno come obiettivo quello di salvare in mare vite umane. In una fase politica e culturale come quella che sta vivendo l’italia di certo il compito di informazione di Open Arms, ora che non può andare nel Mediterraneo centrale perché gli è vietato, è complicato quanto quello del recupero dei naufraghi.

Ogni giorno la nave è visitabile da chiunque voglia salire a bordo, e parlare con l’equipaggio. In più vengono organizzati quotidianamente incontri e dibattiti.

Oggi è stato il turno di Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana e Riccardo Magi, deputato di +Europa, entrambi sono stati parte dell’equipaggio di Open Arms e portano avanti le battaglie a difesa delle ong.

Fratoianni ha detto in maniera chiara che bisogna invertire una tendenza culturale che ormai è egemone nel Paese. “La destra xenofoba e razzista riesce a parlare al paese perché noi non abbiamo trovato e raccontato pratiche positive. Chi ama Open Arms, chi lotta per i migranti e per i diritti, vince le elezioni solo nei centri ricchi delle grandi città mentre nelle periferie più disagiate e fragili a vincere sono le peggiori destre della storia repubblicana”.

Riccardo Magi, invece in collegamento Skype direttamente dalla Camera dei Deputati ha detto che in questi anni “abbiamo allontanato in mare il problema reale delle migrazioni per tenere lontano dal nostro mondo una questione che invece va affrontata”.

La nave di Open Arms rappresenta un approdo di umanità in una città che comunque resta lontana e indifferente anni luce dai discorsi e dai dibattiti che si fanno a bordo. Il pubblico, anche all’incontro di oggi, era di una decina di persone per la maggior parte anziane. Ma anche questa condizione è l’immagine plastica di una società che guarda altrove e che non riconosce nelle pratiche di chi materialmente salva vite umane e che sembra destare interesse pubblico solo quando ha puntati addosso i riflettori del circo mediatico nazionale.