Sottratti dal santuario nel 1994, i dipinti tornano a Scafati

Il 1 dicembre la riconsegna delle due opere ritrovate a Crotone in un negozio di antiquariato

sottratti dal santuario nel 1994 i dipinti tornano a scafati
Scafati.  

Erano stati sottratti dal santuario nel 1994 ed esposti per la vendita in un negozio di antiquariato a Crotone. In programma il 1 dicembre 2019, alle ore 18.30, a Scafati, la cerimonia di riconsegna dei due dipinti settecenteschi al Ministro dei Frati minori Francescani.

L’evento avverrà all’interno del Santuario della Madonna dei Bagni, luogo di appartenenza, da cui i due frammenti raffiguranti puttini, sezionati dalle grandi pale d’altare realizzate in onore di San Pasquale Baylon e San Francesco di Paola, erano state rubate.

Saranno presenti alla cerimonia S.E. Monsignor Giuseppe Giudice, Vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, il Dottor Salvati Cristoforo, Sindaco di Scafati, la Dottoressa Francesca Casule, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno ed Avellino, la Dottoressa Paola Apuzza, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno ed Avellino, Responsabile dell’Ufficio Cataloghi e Furti, il Capitano Bartolo Taglietti, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e il Tenente Gennaro Vitolo, Comandante della Tenenza Carabinieri di Scafati,

Il recupero scaturisce all’esito di un controllo amministrativo eseguito all’interno di un esercizio antiquariale di Crotone, che ha portato anche al recupero di altro dipinto oggetto di furto e di opere contraffatte di noto autore contemporaneo. In particolare, nel corso delle attività, venivano fotografati, proprio all’interno dell’esercizio commerciale, una serie di dipinti esposti per la vendita. Di fondamentale importanza per l’individuazione dei preziosi beni è stata la comparazione delle loro immagini con quelle contenute nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ne ha confermato la provenienza illecita. Sottoposti successivamente ad esame diagnostico, con strumentazione e metodologia di indagine di tipo non invasivo, ad opera di restauratori della Soprintendenza A.B.A.P. di Cosenza e di ricercatori dell’Università degli Studi della Calabria, sono state ritrovate numerose modifiche, ritocchi e tagli che permettevano la riconducibilità alle originarie opere asportate.

I presunti responsabili sono stati denunciati presso presso il Tribunale di Crotone dei reati di ricettazione e riciclaggio.