Il settore delle costruzioni nella provincia di Salerno presenta un quadro contraddittorio: segnali di ripresa sul fronte dei lavori pubblici, trainati dagli investimenti PNRR, si scontrano con una contrazione significativa del comparto privato, una riduzione del numero di imprese attive e persistenti difficoltà nel reperire personale qualificato. E' quanto emerge dall'analisi di Ance Aies.
I numeri del settore
Le entrate programmate per il 2025 hanno segnato un calo del 7,5% rispetto all'anno precedente, ma le previsioni per il 2026 indicano un rimbalzo del +12,7%. Il dato del primo trimestre 2026 suggerisce un possibile recupero della domanda di lavoro, verosimilmente legato alla riattivazione di cantieri e interventi avviati a inizio anno.
Sul fronte occupazionale, le imprese continuano a segnalare difficoltà nel trovare personale qualificato in una percentuale che oscilla tra il 41 e il 45% dei casi. Nel periodo considerato, il numero di imprese attive è sceso da 2.882 a 2.602, una flessione del 9,7% che colpisce soprattutto le realtà di piccole dimensioni. Tra le cause, ANCE Salerno individua gli ostacoli burocratici, le difficoltà nella gestione dei crediti fiscali e la scarsa liquidità disponibile.
Lavori pubblici in crescita, privati in calo
A trainare il settore sono i lavori pubblici, cresciuti del 29,3% secondo le stime di dicembre 2025, grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Di segno opposto l'andamento del comparto privato, in calo del 10,6%, penalizzato dalla riduzione degli incentivi fiscali e dall'incertezza normativa.
Le preoccupazioni per il dopo-PNRR
Il presidente di ANCE Salerno, Fabio Napoli, avverte che il termine di giugno 2026, entro cui dovranno essere conclusi molti interventi finanziati dal PNRR, rischia di aprire un vuoto di programmazione e investimenti. Un vuoto che potrebbe aggravare la già visibile contrazione del privato e indebolire ulteriormente il tessuto imprenditoriale locale.
Per Napoli la risposta passa da politiche industriali mirate, semplificazioni normative, partenariati pubblico-privati e un orientamento del settore verso digitalizzazione, rigenerazione urbana e sostenibilità: "Solo così si potrà dare stabilità al comparto e tutelare l'occupazione e la sopravvivenza delle imprese medio-piccole".
