Serata da dimenticare per il presidente Claudio Lotito che, pur ritrovando un Olimpico pieno e caloroso dopo anni di silenzio e contestazioni, perde la seconda finale di coppa Italia in tre anni arrendendosi allo strapotere della Juventus. La sua Lazio, protagonista in postiivo in campionato e già qualificata per l'Europa League, ha disputato una buona partita soprattutto nei secondi 45 minuti, ma si è arresa alle parate di un Neto quanto mai determinante e che non ha fatto rimpiangere il titolare Buffon. Il collega Strakosha, tuttavia, è stato il migliore in campo in assoluto. Ricordate quel portiere timido, impacciato, deconcentrato e spesso impreciso visto a Salerno ogni qual volta è sceso in campo e che ha fatto perdere tanti punti alla Salernitana? Ieri Strakosha sembrava una persona completamente diversa: sicuro, attento, determinato, abile nelle uscite e strepitoso tra i pali, con almeno quattro interventi risolutivi e che hanno evitato un passivo più pesante. Impressionante, in particolare, il riflesso su Higuain al 22' del primo tempo, una parata d'istinto con il piede che ha tenuto ancora in vita la Lazio e che ha strappato applausi al pubblico presente. La domanda, dunque, è lecita: sottovalutato a Salerno o rigenerato dopo un'annata utile per fare esperienza? Voto alto anche per Simone Inzaghi, considerato dagli addetti ai lavori l'allenatore rivelazione della stagione 2016-17. La sconfitta di ieri non ridimensiona il suo operato, vien da chiedersi dove sarebbe oggi la Salernitana se a giugno avesse firmato quel contratto che aspettava solo di essere depositato. Curiosità: ieri, all'Olimpico, era presente in tribuna autorità anche il presidente Marco Mezzaroma.
Gaetano Ferraiuolo
