Le parole di Lotito e quel progetto che punta alla A

Ingiustificate preoccupazioni sui social: la Salernitana che verrà sta già nascendo

Salerno.  

Le parole di Claudio Lotito hanno destato un certo scalpore, al punto che molti tifosi sono addirittura preoccupati per il futuro sportivo della Salernitana. Da un lato chi parla di "tradimento", dall'altro chi teme che Mezzaroma non sia in grado di portare avanti da solo la società per inesperienza e assenza di tempo, la verità è che dietro le dichiarazioni del patron bisogna leggere situazioni tutt'altro che negative per il futuro dei colori granata. Partiamo da una premessa: quello di Lotito è un atto di umiltà e attaccamento alla maglia non indifferente. Il presidente, assoluto protagonista di questo miracolo sportivo, è consapevole che un nuovo incarico federale non gli permetterebbe di dedicare il tempo necessario alla Salernitana e, allo stesso tempo, già immagina quali scenari ci sarebbero con i granata in lotta per la promozione. Già li vediamo gli altri 21 presidenti a parlare di "favoritismi" ogni qual volta al cavalluccio marino verrà fischiato un rigore a favore, magari dimenticando che proprio il potere di Lotito ha indotto qualcuno a ostacolare in ogni modo la scalata della sua Salernitana verso la zona play off. Il regolamento non gli vieterebbe di proseguire il suo percorso sportivo a Salerno, ma per una questione di etica e trasparenza il patron si farebbe da parte lasciando tutto nelle mani del cognato, uno scenario già ampiamente ipotizzato, del quale i due- smentite di rito a parte- hanno discusso nelle sedi opportune e che non spiazzerà un Mezzaroma già da tempo più presente sulla scena e pronto a scendere in campo in prima persona per portare avanti un progetto che mira senza mezzi termini alla serie A già l'anno prossimo.

Del resto Lotito lo ha detto apertamente: "Siamo alla fine di un percorso in cui abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere. Ecco il rush finale, la rosa sarà competitiva e già quest'anno poteva competere per la promozione diretta", conferma del fatto che dietro le quinte sta già nascendo la Salernitana del futuro a prescindere dai proprietari. E l'ipotesi di un addio di Mezzaroma? Irreale, per usare un eufemismo. Del resto il co-patron è stato chiaro: "?La serie A rappresenterebbe il massimo anche per un imprenditore che ha investito tanti soldi e che avrebbe un ritorno economico non indifferente. Non ci siamo mai posti limiti, ma un grande progetto si costruisce nel tempo e senza mai fare il passo più lungo della gamba", ?un modo intelligente per non illudere la piazza con proclami e strombazzii di trombe, ma anche per far capire che le ambizioni sono importantissime. Del resto il club non è in vendita e il valore complessivo è stimato intorno ai 20 milioni di euro, un modo per rientrare nelle ingenti spese sostenute (comprensive anche di marchio e strutture) e un'analisi che nasce anche dalla valutazione del cartellino degli elementi di proprietà. Che poi qualcuno possa essere interessato ad acquisire "soltanto" le quote di Lotito è altro discorso: all'Arechi vediamo spesso ex presidenti di club di altra categoria, ad ora non risultano interessamenti concreti. Tornando alle elezioni, una scalata ai vertici di Lotito potrebbe sbloccare definitivamente anche la questione multiproprietà, un "falso problema" che non ostacola il percorso sportivo della Salernitana, anche perchè il regolamento prevederebbe una deroga utile a cercare una soluzione valida e trasparente. Salerno, dunque, deve stare tranquilla: i presidenti non sono sprovveduti e, sin dal 2011, avevano previsto tutto nei minimi dettagli per non farsi cogliere impreparati.

Gaetano Ferraiuolo