27 anni fa il ko col Palermo e la grande paura

Sconfitta al Vestuti tra le lacrime dei tifosi, ma a Brindisi...

Salerno.  

27 anni fa si giocava la penultima partita della storia allo stadio "Vestuti", un match di fondamentale importanza che poteva permettere alla Salernitana di tornare in serie B dopo decenni di sofferenze e delusioni sportive, contraddistinti da cambi societari, esoneri in serie, rose rivoluzionate e tanta rabbia per un obiettivo che sfumava puntualmente in inverno dopo gli innumerevoli proclami estivi. Era una settimana particolare, una di quelle in cui tutta la città e la provincia si strinsero intorno alla squadra del cuore con la voglia matta di far esplodere una polveriera tutta granata. Nessuno volle mancare all'appuntamento e sugli spalti erano presenti giovani, donne, famiglie, tifosi con i capelli bianchi, gente proveniente da tutta la regione e che aspettava soltanto di gioire per il meritato ritono in cadetteria. Salerno era già in festa, un entusiasmo che covava sotto la cenere da 24 anni e che non era stato scalfito dalle deludenti gestioni degli anni precedenti: la voglia dello splendido pubblico granata era quella di confrontarsi con tifoserie di categoria superiore, in stadi importanti e in un campionato sicuramente più consono alle ambizioni della piazza. Sul campo i granata erano motivati a sbrigare la pratica Palermo, squadra ormai ampiamente salva e impossibilitata a raggiungere la zona promozione. Fu, però, una di quelle classiche partite in cui il pallone non voleva saperne di entrare: la Salernitana dominò per 45 minuti imbattendosi nel portiere, nei difensori avversari e nella giornata no degli attaccanti, pagando a caro prezzo il poco cinismo nella ripresa, quando i rosanero riuscirono a passare in vantaggio al termine di un contropiede finalizzato da Cangini. Da quel momento sul Vestuti calò un gelo incredibile, un'incredulità generale acuita dalla rete del raddoppio siglata pochi minuti dopo: in centinaia lasciarono gli spalti ben oltre il triplice fischio in lacrime e con il terrore di dover riporre ancora una volta i sogni nel cassetto. Fortunatamente a Brindisi fu riscritta la storia, una favola a lieto fine, ma con un brivido finale...

Gaetano Ferraiuolo