12 anni fa il successo sul Catania nel segno di...Jeda

I granata vinsero per 1-0, decisivo il rigore fallito dagli etnei al 94'. Pessimo arbitraggio

Salerno.  

21 maggio 2005, stadio Arechi di Salerno. Reduce dalla bruttissima sconfitta di Arezzo, la Salernitana di Angelo Adamo Gregucci affrontava in casa un Catania praticamente salvo, ma che schierò dal primo minuto i "titolarissimi" con la speranza di dare un dispiacere alla formazione granata, ancor di più perchè in panchina c'era il veterano Nedo Sonetti, uno di quelli che con Aliberti non si era lasciato proprio benissimo e che meditava una vendetta sportiva dopo i noti risvolti legali. Anche grazie alle iniziative della società, il principe degli stadi presentava un colpo d'occhio eccezionale: 17mila spettatori in totale, un tifo da brividi fino al 95', una curva Sud gremita in ogni ordine di posto dopo l'iniziale protesta. Quando al 20' Claudio Ferrarese sbloccò il risultato, l'Arechi impazzì di gioia: rimpallo fortunoso in area di rigore, scivolata precisa del centrocampista granata e Polito, fischiatissimo, inesorabilmente battuto. Da quel momento in poi la partita divenne bellissima, una serie incredibile di emozioni e colpi di scena. Nella ripresa accadde praticamente di tutto, soprattutto nei minuti finali. Al 90', a porta praticamente vuota, Palladino sbagliò clamorosamente il gol del raddoppio, sul ribaltamento di fronte il signor Mazzoleni di Bergamo decretò un rigore assolutamente inesistente a favore del Catania espellendo per proteste Lanzaro e ammonendo senza motivo il diffidato Polenghi, tutto per un fallo di mano involontario. L'Arechi era una bolgia, la tensione sul campo era evidente e Jeda si fece condizionare da quel clima infuocato: dal dischetto l'attaccante colpì la traversa, un errore che, di fatto, spalancò le porte della salvezza alla Salernitana. Indimenticabile l'esultanza di tutto lo stadio e di Igor Zaniolo, quasi in lacrime a bordo campo. Una bellissima serata, una partita vietata ai deboli di cuore.

Gaetano Ferraiuolo