Ricordate Di Bello? Ieri torti clamorosi alla Lazio di Lotito

Arbitro nella bufera, prestazione da 4 in pagella. A Verona...

Salerno.  

Quanto è credibile il calcio italiano? Poco, e per tanti motivi. I recenti accadimenti che hanno indirettamente coinvolto la Salernitana hanno dato vita a una serie di riflessioni che hanno spinto diversi tifosi ad allontanarsi progressivamente dai gradoni e a trascorrere il fine settimana in famiglia piuttosto che allo stadio. Se vigesse il criterio di meritocrazia, il signor Pasqua di Tivoli dovrebbe restare a casa per qualche settimana dopo la disastrosa prova offerta nella sfida dell'Arechi tra i granata e il Frosinone, fortemente condizionata da una serie di decisioni che fecero infuriare il pubblico presente: dal rigore inesistente a favore dei ciociari al penalty negato alla Salernitana sul risultato di 0-1 senza dimenticare l'eccessiva espulsione di Minala e il mancato rosso a Gori. Il designatore Farina, dopo una sola settimana di stop, gli ha affidato il big match tra Verona e Carpi, salvo poi riproporlo nelle sfide play off in attesa del grande salto in massima serie. L'interrogativo è d'obbligo: come potrà mai crescere la classe arbitrale italiana se, puntualmente, chi sbaglia viene promosso?

Un po' quanto accadde nel 2011 con il signor Di Bello che, nella finale d'andata dei play off tra il Verona e la Salernitana, beccò un 4 in pagella per una direzione praticamente a senso unico: diffidati granata tutti ammoniti, rigore inesistente a favore degli scaligeri, mancata espulsione a due giocatori gialloblù per falli da dietro e intenzionali, penalty non fischiato per fallo netto su Fabinho, un atteggiamento incomprensibile e che incise moltissimo sull'esito della stagione. A oggi quello stesso arbitro fischia stabilmente in serie A e ieri, per l'ennesima volta, è finito nell'occhio del ciclone per una miriade di errori grossolani che hanno penalizzato la Lazio di Lotito che, contro l'Inter, ha chiuso addirittura in 9 reclamando per la mancata concessione di ben 3 calci di rigore. La domanda finale è questa: si può continuare così? Quando l'AIA si renderà conto che bisogna affidarsi ad arbitri all'altezza senza difendere la categoria a prescindere? Altro che giudice di linea e quarto uomo: solo la tecnologia potrà fare in modo che il risultato del campo venga influenzato soltanto dalle qualità tecniche dei giocatori...

Gaetano Ferraiuolo