Nelle ultime tre stagioni la Salernitana di Lotito e Mezzaroma è stata sovente vittima di torti arbitrali clamorosi e che hanno inciso sull'andamento dei vari campionati. Dalla direzione a senso unico di Pasqua nella sfida col Frosinone ai gol annullati contro Pro Vercelli e Bari passando per il mani di Basha sulla linea, il rigore per il Cesena per un fallo 3 metri fuori area, il penalty per la Casertana e tanti altri episodi che hanno atto infuriare la tifoseria granata. Quanto sta accadendo va a sommarsi a tutte le peripezie patite non solo dalla Salernitana di Lombardi nelle due sfide play off con Genoa e Verona, ma anche alla squadra di Aniello Aliberti, retrocessa dalla A per gli errori del tecnico Delio Rossi, ma soprattutto per alcune situazioni che sarebbe eufemistico definire dubbie. In quel maledetto campionato accadde praticamente di tutto: Rodomonti a Milano agevolò la rimonta dell'Inter, il Bari pareggiò all'Arechi in fuorigioco mentre a ritorno fu annullato un gol valido a Di Michele, a Roma Fusco fu espulso per un fallo di Tosto, col Piacenza all'andata Cesari non vide un rigore solare per fallo su Fusco. Proprio a Piacenza, esattamente 18 anni fa, si giocava l'ultima partita di campionato e la Salernitana di Oddo, reduce dalla vittoria batticuore sul Vicenza, non aveva altro risultato a disposizione che la vittoria. Gli emiliani erano virtualmente salvi e i granata dovevano sperare in un passo falso del Perugia che, sette giorni prima, aveva sorprendentemente espugnato il quasi inviolabile Friuli di Udine con il risultato di 2-1, una gara che fa parlare di sè ancora oggi per i noti fatti riportati dal quotidiano Famiglia Cristiana qualche settimana dopo.
Sul campo il Piacenza giocò col sangue agli occhi e con un ostruzionismo fuori dal comune, ancor di più dopo il doppio vantaggio del Milan a Perugia. Nella ripresa ci pensò il veterano Vierchowod a portare in vantaggio i padroni di casa ammutolendo gli oltre 10mila salernitani assiepati sugli spalti. Poco dopo l'1-1 di Fresi che restituì un pizzico di speranza prima dei miracoli di Fiori (poi tesserato 10 anni con il Milan senza mai scendere in campo!) e di un calcio di rigore troppo netto per non essere visto e che Bettin non vide proprio al 96'. L'arbitro padovano era all'ultima direzione in carriera, ancora non capiamo come mai la scelta sia ricaduta su di lui. Alla fine tutto andò come previsto: Milan campione d'Italia, Perugia salvo, Salernitana in B in compagnia di Sampdoria, Vicenza ed Empoli, con tanti risultati a sorpresa (Parma-Piacenza 0-1, tanto per citarne uno), il caso Tuta (Venezia-Bari) per il quale nessuno pagò alcuna conseguenza e la sensazione di ingiustizia che si avverte ancora oggi ripensando a quel finale di stagione. "Sembrava quasi tutto scritto, un'ingiustizia" hanno detto a distanza di anni i protagonisti. Il vero dramma si consumò 24 ore più tardi, ma Salerno, sportivamente parlando, fu scippata di una categoria che aveva conquistato sul campo.
Gaetano Ferraiuolo
