E' stato uno dei primi a sposare il progetto Lombardi nella stagione 2005-06, quando non c'erano neanche i palloni per fare allenamento e ogni decisione doveva essere vagliata da un gruppo di soci che, fino al giorno prima, si era interessato esclusivamente di costruzioni e non certo di situazioni sportivi. Lui ci ha sempre messo la faccia, conquistando la tifoseria soprattutto per il suo grandissimo attaccamento alla maglia e per quel senso di appartenenza che oggi cerca di trasferire ai più giovani. Non a caso, quando ha giocato contro la Salernitana, ha guardato la curva a testa bassa quasi come volesse chiedere scusa, al punto da dichiarare in sala stampa che "non giocherò mai più contro, non ci riesco". Emanuele Ferraro, ospite della trasmissione "Granatissimi", ha parlato del presente e del futuro ripercorrendo però anche le fasi salienti della sua avventura all'ombra dell'Arechi:
?Da ex attaccante cosa ne pensi di Massimo Coda?
“Coda si è dimostrato un attaccante di grandissimo livello, sarei veramente contento se restasse a Salerno perchè può regalare a tutti quanti noi grandi soddisfazioni. Non ha mai segnato gol banali, il mio preferito è quello contro la Spal: un tiro a volo da giocatore di categoria superiore. A un certo punto della tua vita, quando avverti che hai raggiunto la maturità, non scarti a priori la possibilità di giocare in massima serie, ma la Salernitana vale la serie A. In presenza di un progetto importante credo lui abbia tutte le intenzioni di restare per raggiungerla con la maglia granata. Sarà l'uomo al centro del mercato, toccherà alla società fare cose di un certo livello per convicerlo a restare ancora con noi. Non solo segna tanto, ma tiene molto palla, gioca per la squadra, si muove nei modi e con i tempi giusti: il suo lavoro oscuro è immenso, è un ragazzo umile che si sacrifica sempre e faccio fatica a trovargli un difetto”.
?Soddisfazione per la salvezza tranquilla o rammarico per il mancato raggiungimento dei play off?
“Per il valore della squadra e per una serie di vicissitudini c'è un grande rammarico per il mancato raggiungimento dei play off. Tolto il Frosinone, squadra di categoria superiore, la Salernitana poteva giocarsela fino in fondo. A Benevento ci sono 15mila persone per una gara promozione, qui a Salerno ce ne sarebbero state il doppio e il clima avrebbe trascinato la squadra granata. Mi dispiace molto, purtroppo paghiamo a caro prezzo i punti persi nel girone d'andata”.
?In tanti se la prendono con gli arbitri...
“In qualche partita la Salernitana è stata penalizzata, ma credo che non bisogna attaccarsi agli episodi perchè, alla lunga, i valori vengono fuori. Il vero rammarico è aver buttato tanti punti nel girone d'andata, grazie a Bollini la squadra si è unita e ha espresso le sue qualità”.
?Ci sono altri calciatori che meritano un elogio particolare?
“Bernardini è un giocatore straordinario, un ragazzo serio, esemplare e che ha composto con Tuia una coppia di tutto rispetto per la categoria. E' un ragazzo che è cresciuto esponenzialmente e che ha disputato un grande campionato. Mi dispiace molto per Bittante, un ragazzo che ha fatto fatica ad ambientarsi in un gruppo coeso: questa cosa mi ha sorpreso, ma posso assicurarvi che è un ottimo giocatore”.
?Che giudizio hai di Rosina?
“Mi aspettavo qualcosa in più da Rosina, ma ha dato tutto quello che poteva dare pur non facendo quelle giocate a cui ha abituato. Ha esperienza internazionale e un talento al di fuori del comune, purtroppo non sempre lo ha dimostrato a Salerno, ma c'è ancora tempo per recuperare”.
?Angolo amarcord: la rete che ricordi più volentieri a Salerno?
“Il gol più bello è quello di San Benedetto, vincemmo 1-0 con un mio colpo di testa e uscimmo fuori da un periodo particolare avvicinandoci ai play off. Ho capito subito che tipo di giocata avrebbe fatto Giorgio Di Vicino, i tempi dello stacco sono stati perfetti e ho colpito il pallone nel modo migliore, un tiro imparabile per il portiere. Ci sono state tante reti importanti, anche quando vincemmo il campionato: sono partito benissimo, poi ebbi molti problemi fisici e non sono riuscito ad avere continuità. Ho avuto modo di innamorarmi di questa città e della Salernitana, voglio trasmettere i miei valori ai ragazzi che alleno oggi”
?Cosa manca per lottare per la serie A?
“A Salerno bisognorebbe dare maggiore importanza all'impiantistica sportiva, non solo per la Salernitana, ma anche per i giovani e per i cittadini. Salernello potrebbe essere il punto fondamentale del progetto futuro, rappresenterebbe una crescita globale e non solo a livello sportivo. Settore giovanile? Sono soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto, in questa fase è importante seguire i ragazzi soprattutto nel loro percorso di crescita e credo che tutti noi abbiamo svolto il nostro compito dando il massimo. C'è molta stima anche con i miei colleghi: sono felice che Landi si sia qualificato tra le prime otto in Italia”.
?Hai qualche rimpianto legato alla tua esperienza di calciatore a Salerno?
“Non perdonerò mai a Brini il fatto che non mi fece giocare neanche un minuto nella partita decisiva contro il Pescara. Ho tanti difetti, ma ho il pregio di parlare in faccia: quando fece entrare Cammarata a 10 minuti dalla fine mi arrabbiai, ero arrivato tre anni prima e avevo dato l'anima per quella maglia, meritavo di scendere in campo. E' stato comunque uno dei più grandi successi della storia granata, la curva mi dedicò un coro bellissimo. Ho grande stima del pubblico e credo sia ricambiata, al di là dei gol hanno apprezzato il mio amore nei confronti di questa maglia”.
?L'Arechi fa la differenza?
?"Assolutamente sì, a patto che i calciatori abbiano la personalità giusta per potersi far trascinare senza avere paura. I tifosi della Salernitana sono innamorati, per loro è un'autentica fede e ormai sono uno di loro. E' una piazza che deve andare in serie A".
?Gaetano Ferraiuolo
