Arbitri, ieri l'apoteosi: livello basso, torti a Salerno

Quanto accaduto a Frosinone conferma che occorrono moviola in campo e persone capaci

Salerno.  

Il Carpi ha vinto a Frosinone con pieno merito, ma ciò non può cancellare la pessima direzione del signor Ghersini di Genova, protagonista in negativo per tutto l'arco della partita e capace di estrarre 10 cartellini gialli a danno degli ospiti, due rossi (assurdo il primo!) e di non fischiare un rigore solare a favore dei ragazzi di Castori che, dopo l'ennesimo torto, stavano addirittura pensando di abbandonare il campo in segno di protesta. Proprio quanto la tifoseria chiedeva di fare alla Salernitana un mese fa, proprio in occasione della sfida col Frosinone: dirigeva il laziale Pasqua (nativo di Nocera) e per 45 minuti si è visto praticamente di tutto e sempre nella medesima direzione: due rigori non dati alla Salernitana, l'ingiusta espulsione di Minala, il penalty inesistente per i ciociari, la poco equa distribuzione dei cartellini e, in generale, un atteggiamento irritante che fece infuriare un pubblico che lasciò lo stadio con la netta sensazione di aver subito un "furto calcistico" senza precedenti o paragonabile allo scempio di Bettin a Piacenza o a quello di Di Bello a Verona. Pur difendendosi sempre a vicenda, gli arbitri italiani e chi li designa dovrebbero porsi degli interrogativi, soprattutto perchè si sta minando la credibilità di questo sport scegliendo per gare fondamentali fischietti totalmente inadeguati, ma che pur sbagliando si ritrovano puntualmente promossi in serie A. A quando la moviola in campo? Perchè un arbitro che sbaglia non viene sospeso a tempo indeterminato? Perchè non ammettere pubblicamente che quest'anno la classifica finale della B è stata pesantemente condizionata dalle giacchette nere?

Premesso che nessuno sta parlando di cattiva fede (ma un arbitro scarso sbaglia in entrambe le direzioni), possiamo notare come il Frosinone sia tra le squadre che, indirettamente, hanno avuto più episodi favorevoli: il match interno col Benevento grida ancora vendetta, lo Spezia aveva segnato un gol regolarissimo, il Trapani meritava un calcio di rigore a favore, ieri sera- così come all'andata- il Carpi si è imbattuto nella serata storta del direttore di gara compiendo un autentico miracolo sportivo. Così non si può andare avanti ed è tempo che vengano messi in discussione anche i designatori: la Salernitana, al netto dei suoi limiti, ha perso il treno play off per gli errori arbitrali che hanno pesantemente condizionato il suo percorso. Mancano almeno 10 punti, sempre per situazioni di facile lettura: detto del match casalingo col Frosinone, ricordiamo la parata di Basha a Bari, il gol annullato a Joao Silva sempre contro i pugliesi, quello non convalidato a Minala contro la Pro Vercelli, il rigore inesistente per il Carpi, il mancato rosso a Venuti nel derby di Benevento, la pessima performnace di Abisso ad Avellino, il rigore non fischiato su Improta nella sfida di ritorno, il gol fantasma di Donnarumma col Pisa, l'impunito fallo di mano volontario di Bandinelli in quel di Latina, la rete irregolare che decise il match di Novara e il rosso a Coda sempre contro il Carpi per un fallo inesistente. Senza dimenticare i vergognosi episodi delle due stagioni precedenti che spinsero i tifosi a chiedere una protesta ufficiale. Che Frosinone-Carpi sia da insegnamento: se anche stavolta non si prenderanno provvedimenti, vorrà dire che il calcio italiano non ha nessuna intenzione di guarire e di far passare un messaggio di credibilità.

Gaetano Ferraiuolo