Il rendimento di Alessandro Rosina ha rappresentato un argomento di discussione che ha acceso il dibattito per tutto l'arco del campionato. Da un lato quei tifosi che lo hanno apprezzato per il grande impegno e per la capacità di sacrificarsi in ruoli non propriamente suoi sia con Sannino, sia con Bollini, dall'altro un nutrito gruppo di persone che si aspettava decisamente di più e che non si strapperebbe i capelli in caso di cessione. La società, a quanto pare, non è affatto soddisfatta e si aspettava prestazioni di ben altro livello, in linea con quanto fatto vedere a Bari appena un anno prima. Intervistato dal quotidiano La Città, il fratello-procuratore ha fatto chiarezza sul suo futuro esprimendosi così: "Siamo gente di mare e siamo abituati a dire che i raffreddori si curano nel posto dove si sono presi. Il matrimonio tra Rosina e la Salernitana continuerà a lungo, non riesco a capire perchè si parli sempre de suo contratto e del suo ingaggio: non ha rubato nulla, non ha svolto la preparazione estiva e nel girone di ritorno è sceso in campo con infiltrazioni. Non si è giocatori di prima fascia a Bari e poi brocchi a Salerno: un'annata storta ci può stare, lui non vede l'ora di ricominciare e si è attribuito una sufficienza. Rinegoziare il contratto? L'accordo è stato raggiunto ad agosto del 2016, si va avanti così". ?L'ingaggio di Rosina è vicino ai 350mila euro netti, il contratto scade a giugno del 2020 e la Salernitana, pur volendo, difficilmente riuscirà a collocarlo altrove, a meno che non arrivino offerte inaspettate e irrinunciabili. La domanda è lecita: è stato un errore prenderlo? La nostra risposta è no. Giudicare a posteriori è esercizio troppo facile, esattamente un anno fa la tifoseria esultava per l'acquisto di un calciatore potenzialmente determinante, ma che, come capitato a tanti altri suoi colleghi, a Salerno ha vissuto una inspiegabile involuzione.
Gaetano Ferraiuolo
