Ricordata per i suoi successi negli anni Novanta, in realtà la Salernitana di Aliberti ha conosciuto anche stagioni ingloriose e poco edificanti per la tifoseria. Era il campionato 2002-03, quello iniziato con la firma in ritardo di Zeman, con le frecciatine del boemo durante il calciomercato, con l'addio di calciatori importanti, l'acquisto di giovani inadeguati dalla serie D e lo scetticismo di una piazza che non riusciva proprio a far pace con il presidente. Non a caso quella squadra, piena di musi lunghi e con tante contraddizioni interne, si ritrovò ultima in classifica sin dalla prima giornata vincendo appena tre partite nel girone d'andata, tutte in casa. Dopo Natale il ribaltone tecnico: via Zeman, dentro Varrella, con dieci calciatori ceduti e altrettanti acquistati per cercare il miracolo. Ovviamente lo scenario non cambiò, anzi la Salernitana riuscì a fare addirittura peggio battendo soltanto il Lecce dell'ex Delio Rossi, pareggiando sfide difficili come quelle di Livorno e Palermo, ma retrocedendo aritmeticamente in serie C1 con due mesi d'anticipo, la difesa più perforata, il peggior attacco, il maggior numero di sconfitte interne e uno stadio vuoto e in contestazione. 14 anni fa si giocava l'ultima partita in campo esterno, sul campo del Vicenza già salvo: i granata onorarono l'impegno portandosi sul doppio vantaggio grazie al solito Stendardo e alla prima rete in B del giovanissimo Umberto Improta, ma una doppietta di Margiota in rapida successione infranse ogni sogno di gloria. Altra beffa di un campionato modesto come pochi nella storia, fortunatamente chiuso con il ripescaggio dopo il caso Catania.
Gaetano Ferraiuolo
