Come facciamo da sempre a inizio giugno, la redazione di Granatissimi.Ottopagine prova a rivivere con i lettori e con l'intera tifoseria i momenti più belli e importanti della stagione appena andata in archivivio attraverso l'alfabeto granata, attribuendo a ogni singola lettera un significato relativo alla Salernitana. Dal sogno play off agli arbitraggi negativi passando per il pubblico dell'Arechi, le polemiche e le possibili riconferme: ecco le scelte di quest'anno:
A come Arechi, come sempre il più fedele alleato della Salernitana. Anche stavolta il principe degli stadi ha fatto registrare incassi e numeri da record: quasi 230mila persone, tra paganti e abbonati, hanno accompagnato il cammino dei granata rappresentando il cosiddetto dodicesimo uomo in campo. Non a caso il cavalluccio marino ha collezionato in casa 17 risultati positivi su 21, fermando squadre importanti come Verona, Benevento, Perugia, Cittadella, Spezia, Bari e Novara e togliendosi lo sfizio di battere l'Avellino nel derby che ha chiuso la stagione. L'anno prossimo, magari anche attraverso qualche iniziativa in più, si spera di avere un Arechi ancora più pieno e ribollente di tifo e di passione
B come Bollini, primo allenatore dell'era Lotito-Mezzaroma destinato a proseguire il percorso sportivo in nome di quella continuità che è sempre mancata, almeno da questo punto di vista. I suoi predecessori sono sempre stati salutati e ringraziati al termine del campionato pur avendo spesso raggiunto risultati importanti, stavolta la società non vuole ripetere l'errore e si affida a un tecnico preparato, stimato dal gruppo e che ha saputo conquistare anche buona parte della tifoseria. Del resto 36 punti in 26 partite non sono certo da buttare...
C come Coda, il vero e proprio trascinatore di una Salernitana che non può fare a meno di lui e che spera di trattenerlo anche l'anno prossimo nonostante le sirene della A. 33 gol in due anni pur senza mai lottare per le prime posizioni è un bottino di tutto rispetto per un attaccante che era arrivato a Salerno tra lo scetticismo generale, ma che ha saputo meritare l'affetto e la stima di tutti non solo a suon di reti (quasi tutte spettacolari), ma anche e soprattutto per un comportamento esemplare dentro e fuori il rettangolo di gioco. Che perla quella di Ferrara!
D come Donnarumma, passato in poco tempo da golden boy a oggetto misterioso. La sensazione è che sia stato un po' sopravvalutato dall'ambiente: è vero, con Menichini ha segnato tanto, ma l'ex attaccante del Teramo ha mostrato qualche lacuna di troppo quando non è stato affiancato da Massimo Coda, uno di quelli che gioca per la squadra e che si concentra esclusivamente sul campo senza pensare a rinnovi o moduli. Tre allenatori su quattro non lo hanno considerato un titolare inamovibile, senza scomodare paragoni blasfemi gli facciamo notare che Mandzukic, alla Juventus, ha dato il meglio di sè da esterno offensivo. In fondo basta solo impegnarsi e lottare...
E come Ex, quelli che qui hanno fallito, ma si sono riscoperti fenomeni altrove. Strakosha a Salerno non parava neanche in allenamento, a Roma ha giocato- e benissimo- una finale di coppa Italia, vinto due derby contro la Roma da protagonista e strappato un rinnovo a cifre importanti. Sciaudone, quando è stato in forma, ha reso a La Spezia, Laverone ha fatto la differenza ad Avellino, Nalini si è tolto lo sfizio di contribuire alla salvezza del Crotone segnando due gol proprio contro la Lazio di Lotito dopo aver lasciato la maglia granata tra mille polemiche e contestazioni. La domanda è lecita: perchè a Salerno qualcuno dimentica come si gioca al calcio?
F come Frosinone, quella squadra che teoricamente doveva stracciare il campionato, favorita dalla possibilità di usufruire del famoso paracadute, ma che anche l'anno prossimo disputerà il torneo di serie B probabilmente perdendo qualche pezzo pregiato per strada. Se i ciociari hanno fallito l'aggancio alle prime due posizioni, buona parte del merito è anche della Salernitana, capace di espugnare il "Matusa" per 3-1. Per la serie "Non è sempre...Pasqua!"
G come Girovagare, quello che fa la Salernitana ormai da sempre per la nota assenza di strutture in città. Il Volpe è un buon quartier generale, le altre sono soluzioni interessanti, ma una squadra, per crescere, ha bisogno di un proprio quartier generale nel quale far crescere anche i talenti del futuro. Una città europea, così come viene definita, è lacunosa dal punto di vista dell'impiantistica e toccherà a Lotito e Mezzaroma risolvere l'ennesimo problema così come già accaduto col manto erboso dell'Arechi. Per puntare in alto occorre che tutti- amministrazione compresa- remino nella stessa direzione
H come Hellas Verona, e quella sfida attesa per 5 anni dopo l'ingiustizia del 2011. Se a Verona un'ottima Salernitana è stata punita soltanto da un super Pazzini e dal clamoroso palo colpito da Ronaldo, a Salerno gli scaligeri hanno sofferto per oltre un'ora portando a casa un prezioso pareggio. Del resto con quel pubblico era davvero impossibile espugnare l'Arechi...
I come Investimenti, quelli che la Salernitana ha fatto negli anni e che continuerà a fare. Per un progetto di vertice- che la piazza stramerita- non occorre spendere fior di miliardi, ma spendere bene. 5 milioni di euro- ammesso che effettivamente sia questa la reale cifra messa a disposizione da Lotito e Mezzaroma- rappresentano un'ottima base di partenza, l'importante è individuare elementi funzionali al progetto e che possano rappresentare una garanzia per il presente e per il futuro. A chi dice "Solo 5 milioni?" rispondiamo "Trovate qualcuno più bravo, poi ne parliamo"
L come Laziali, e a Salerno ne sono transitati tanti in questi anni con risultati quasi sempre negativi. Da Luciani a Capua, da Ricci a Denè passando per i vari Iannarilli, Berardi, Sbraga, Pollace, Prce, Tounkarà, Emmanuel e Zampa, calciatori dei quali si sono inevitabilmente perse le tracce o che giocano in Lega Pro in piazze non propriamente top. Grazie a Fabiani questo cordone ombelicale è stato tagliato da tempo e, non a caso, stavolta è arrivato uno degli elementi migliori del vivaio biancoceleste. Si vada avanti ancora così, dirottando a Salerno soltanto i più bravi
M come Media play off, quella che ha avuto la Salernitana per quasi tutto l'arco del girone di ritorno prima di fermarsi sul più bello e accantonare il grande sogno. Viste le gare della post season, cresce esponenzialmente il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato. Quando rincorri, però, basta una battuta a vuoto per fare tre passi indietro: quel ko col Frosinone ha fatto male e non è stato più possibile rialzarsi. Che l'appuntamento sia soltanto rimandato di un anno...
N come Negatività, tipica di quella fetta di "tifosi" che passa le proprie giornate sui social a caccia di un colpevole contro il quale sfogarsi. Se è vero che chi paga il biglietto ha il sacrosanto diritto di contestare se lo spettacolo non piace, è altrettanto vero che chi vede sempre il marcio e pecca di memoria corta non fa altro che alimentare un clima di tensione assolutamente controproducente. Dalle ironie sugli acquisti di Fabiani alle illazioni pre Avellino passando per le offese a Minala (poi risultato fondamentale), alla rabbia dopo il mancato arrivo di Crimi, il classico "Lotito vattene" e il solito tormentone "non siamo la succursale della Lazio" che ormai non fa neanche notizia. Fortunatamente alle paginette facebook nate con l'obiettivo di ironizzare sulla Salernitana risponde l'urlo dei 10mila sempre presenti, quelli che la squadra la amano per davvero e che non cercano notorietà virtuale negando l'evidenza e sperando nelle sconfitte pur di dire "io l'avevo detto"
O come Odjer, calciatore che quest'anno ha vissuto una inaspettata involuzione dopo essere stato riscattato per una cifra molto vicina al milione di euro. Del giocatore talentuoso, tecnico, arcigno e determinante ammirato nel 2015-16 non c'è stata traccia, complice anche qualche problema muscolare che ha inciso nel momento topico della stagione. Nell'ultimo mese e mezzo ha fatto parlare di sè esclusivamente per i cartellini: ora è tempo di crescere, l'anno prossimo sarà ancora un punto di forza della rosa della Salernitana
P come Pasqua, arbitro che ha fatto imbestialire il pubblico dell'Arechi, ma che quasi certamente farà il grande salto in A pur avendo disputato una stagione negativa. La direzione col Frosinone meritava un provvedimento esemplare da parte dei designatori, invece 10 giorni dopo è stato scelto per il big match tra Verona e Carpi alla faccia di tutte le polemiche giunte da Salerno. Non è stato, però, l'unico a danneggiare i granata durante il campionato: in classifica mancano dagli 8 ai 12 punti, spesso per episodi clamorosi e che, se valutati correttamente, avrebbero permesso alla Salernitana di giocarsi la A fino alla fine .Dal fallo di mano di Basha ai gol annullati con Pisa, Bari e Pro Vercelli senza dimenticare lo show di Abisso ad Avellino, il rosso di Coda col Carpi e il mani di Bonifazi a Ferrara...
Q come Quorum, quello che non è stato ancora raggiunto per l'elezione di Lotito come presidente della Lega di serie B. Corradino è avversario duro, ancor di più ora che il "nemico dichiarato" Stirpe sarà chiamato a votare ancora dopo aver perso la A con il suo Frosinone. L'eventuale successo elettorale del patron apre le porte a scenari fino a ieri impensabili per la Salernitana: Mezzaroma sarebbe disposto ad andare avanti da solo? Per ora la pista Longarini è stata smentita, la sensazione però è che possa accadere davvero di tutto
R come Rosina, preso in estate a furor di popolo, indicato come colpo di mercato estivo, ma non certo tra i primi per media voto e rendimento. 7 gol e 8 assist rappresentano un discreto bottino, ma per ingaggio, curriculum e potenzialità non ci si può aspettare soltanto la giocata elementare o tanta corsa in mezzo al campo a caccia di palloni. Ora non ci saranno più alibi: potrà svolgere la preparazione estiva e conosce meglio la piazza e le metodologie di lavoro dell'allenatore. A lui dimostrare di essere ancora il fuoriclasse ammirato a Bari, Torino, Siena e Catania
S come Sfortuna, e anche quella non è mancata alla Salernitana durante il suo percorso. Detto degli episodi arbitrali, i granata hanno chiuso la stagione al secondo posto in Italia per numero di legni colpiti, ben 20. Solo la Roma con 22 ha fatto meglio. A proposito di dea bendata, ha ragione Bollini quando dice che spesso i portieri avversari sono risultati i migliori in campo, salvo poi commettere qualche errore nelle partite successive
T come Terracciano, portiere che saluta Salerno dopo due stagioni con più bassi che alti. Se nella passata stagione ha acquisito sicurezza partita dopo partita contribuendo in parte alla salvezza dei granata, quest'anno ha lasciato molto a desiderare per tutto il girone d'andata. Bene ha fatto la società a difenderlo pubblicamente, benissimo hanno fatto Lotito, Mezzaroma e Fabiani a prendere un titolare nel mercato di gennaio. Con Gomis dall'inizio, forse, le cose sarebbero andate diveramente. A Terracciano, comunque, il merito di essersi sempre comportato da professionista e di aver dato anche da fuori una mano ai compagni senza fare alcuna polemica
U come Under15, un gruppo meraviglioso saggiamente guidato da mister Landi e dal suo staff che ha ammutolito anche il partito di chi parla sempre male del settore giovanile granata. Finire tra le prime 8 in Italia, battere eccellenze come Palermo e Roma e mettere sotto una corazzata come l'Inter per almeno 30 minuti rappresenta un risultato che resterà nella storia della Salernitana, bellissimo vedere ragazzi di Napoli baciare la maglia granata e cantare i cori della curva Sud insieme a quei tifosi che, nel tempo, si sono affezionati a questa splendida realtà
V come Vittoria, e Salerno ha fame di successi ancora di più ora che piazze molto meno calorose e blasonate hanno raggiunto in pochi mesi un traguardo straordinario. Se Crotone, Sassuolo e Spal si sfideranno in serie A, perchè non può crederci anche una società forte come quella composta da Lotito e Mezzaroma? Per vincere, però, occorrono tempo e programmazione: la tifoseria ha potenzialità enormi, ma serve un totale salto di maturità per vincere il campionato e costruire qualcosa di stabile per il futuro
Z come Zito, elemento che ha sempre diviso i tifosi. Da un lato chi lo vorrebbe sempre in campo per carisma, personalità e attaccamento alla maglia, dall'altro chi afferma che "più di mezz'ora non regge" e non si strapperebbe i capelli se in estate cambiasse casacca. Ipotesi, tra l'altro, molto molto concreta.
Gaetano Ferraiuolo
