Uno degli ospiti d'eccezione della manifestazione svoltasi questa mattina ad Agropoli denominata "Sport e Solidarietà" è stato il tecnico della Salernitana Alberto Bollini, giunto appositamente in Campania per sposare una lodevole iniziativa di beneficenza. "Un grandissimo uomo, nel tempo abbiamo avuto l'occasione di conoscerci ed è nata una grande amicizia. E' una persona che ha capito quali siano i veri valori della vita e dello sport, riesce a motivare i suoi calciatori anche quando si trovano a casa. Con la sua Salernitana ha conquistato una salvezza tranquilla sognando per qualche settimana anche la qualificazione ai play off, credo che dobbiate tutti tributargli un grosso applauso" la presentazione del noto conduttore televisivo Pino Insegno, amico di Bollini e suo tifoso ai tempi della Lazio. Il tecnico della Salernitana, che tra martedì e mercoledì incontrerà la proprietà per discutere il rinnovo (pare sia pronto a chiedere almeno 4-5 rinforzi di qualità per ben figurare in una B difficilissima), ha risposto con la consueta simpatia dimostrandosi bravo anche sul palco e non solo sul rettangolo verde: "Prenderò il posto di Ciufoli nella Premiata Teleditta visto che a Vercelli mi chiamavano così, ho risposto che uso lo stesso lo shampoo perchè devo rinfrescarmi le idee".
Suor Paola gli chiede invece un paragone tra l'esperienza di Roma e quella di Salerno: "Nella Primavera della Lazio mi sono trovato benissimo, una grande avventura: sono orgoglioso perchè, al di là dei trofei messi in bacheca, abbiamo permesso a tanti ragazzi di crescere non solo calcisticamente, ma anche umanamente. Dobbiamo concentrarsi non solo sull'aspetto tattico, ma anche sulla formazione: questo mondo non aiuta i giovani a crescere, è fondamentale seguirli nel loro percorso per creare un ambiente quanto più sano possibile. I miei successi principali? Posso raccontarvi un aneddoto: sono molto felice per Keita perchè quando è arrivato alla Lazio ha vissuto un'annata particolare: non era arrivato l'ok per il tesseramento, si è allenato tutto l'anno sapendo che la domenica non poteva scendere in campo. Questa esperienza lo ha formato tantissimo, chi lo ha seguito è stato bravo almeno quanto lui".
Articolo a cura di Maurizio Grillo e Gaetano Ferraiuolo
