Mentre a Cardiff Real Madrid e Juventus si giocavano il titolo europeo, nelle rispettive città i tifosi speravano in una storica vittoria dei propri beniamini. Come accade di consueto in queste occasioni, allestiti maxi schermo in punti strategici delle città, in particolar modo, ovviamente, a Torino. Piazza San Carlo si è nuovamente colorata di bianconero per una serata che, oltre alla sconfitta della squadra di mister Allegri, ha lasciato molto a desiderare sotto il profilo dell’ordine pubblico.
Il bilancio, che stando a quanto riportato dai principali mass media italiani è di oltre 1000 feriti di cui alcuni in codice rosso, è a dir poco sconvolgente. Le riflessioni in questi casi sorgono in modo più che lecito e spontaneo. La mossa di autorizzare in un punto nevralgico della città la presenza di un numero così enorme di persone non si è rivelata delle migliori. Piazza San Carlo ieri era strapiena, probabilmente il tutto poteva essere organizzato in altri luoghi meglio posizionati e più consoni all’evento esistenti in città.
Poi, soprattutto in questi ultimi mesi, in cui sentiamo quasi quotidianamente parlare di intimidazioni terroristiche (ultima cronologicamente quella di ieri notte a Londra) a danno dei paesi occidentali, tale scelta non è stata poi così strategica. Se da un lato si registra l’ennesima sconfitta in una finale, dall’altro si festeggia senza nessun problema.
Ottima e lodevole, infatti, la scelta del club di Florentino Perez, che per l’occasione ha deciso di aprire i cancelli del “Bernabeu” per raccogliere all’interno 80 mila tifosi dei blancos, i quali hanno assistito al match mediante vari maxi schermo posizionati al centro del campo. Una (quasi) tragedia quella di Torino, quindi, che si poteva tranquillamente evitare.
Vi lasciamo con questo interrogativo: se questo scenario fosse accaduto al Sud, quale sarebbe stata la reazione dei media, del web e della gente comune? Facile immaginarlo: critiche su critiche e una caccia al colpevole infinita che avrebbe fatto considerare, ancora una volta, il popolo meridionale una parte subordinata e meno importante, colpevole dei vari problemi dell’Italia.
Marco Savarese
