Allenatori, fine della telenovela: la storia dal 2011 a oggi

In passato quanti colpi di scena con Somma e Perrone. Quell’esonero in diretta tv di Galderisi…

Salerno.  

Per la prima volta dal 2011 a oggi, la Salernitana versione Lotito-Mezzaroma ripartirà dallo stesso allenatore che ha chiuso la stagione precedente. Salvo colpi di scena, infatti, giovedì sera il tecnico Alberto Bollini firmerà il rinnovo del contratto fino a giugno del 2018, un modo per dare continuità al progetto tecnico avviato la scorsa stagione e per non virare su professionisti più esperti, ma che costerebbero tanto. Nel recente passato è accaduto praticamente di tutto e sovente la tifoseria granata ha vissuto estati bollenti non solo dal punto di vista meteorologico. Nel 2012, dopo il trionfo in serie D, i patron decisero di mandare via il responsabile dell’area tecnica Susini, il direttore sportivo Pagni e mister Perrone per una sorta di spaccatura interna venutasi a creare tra i tre durante l’arco della stagione; un mese e mezzo dopo la fine del torneo, fu ufficializzato l’ingaggio di Giuseppe Galderisi, presentato in conferenza stampa nella seconda settimana di luglio, ma mai pienamente apprezzato da Lotito. Non a caso, il patron ne annunciò l’esonero in diretta televisiva durante un’intervista fiume: erano passati appena 90 minuti, ma la presidenza si dichiarava già gravemente insoddisfatta dell’operato del suo allenatore. Alla quarta giornata ecco il Perrone-bis, un cambio che fortunatamente coincise con la risalita della Salernitana e con la grande scalata verso il primo posto.

Altro giro, altro colpo di scena. Nel 2013 lo stesso Perrone decise di abbandonare la nave poche ore prima della partenza per il ritiro, una decisione scaturita dalla diversità di vedute sul mercato e da una serie di riconferme poco gradite al trainer romano. “E’ tutto ok, manca solo la firma” ripetevano i presidenti rispondendo alle domande dei cronisti, salvo poi dover chiamare in fretta e furia Stefano Sanderra in piena notte giustificandosi così: “Abbiamo sempre accontentato Perrone difendendolo quando la piazza lo criticava, ci siamo incontrati con frequenza e non c’era stato alcun tipo di problema. Forse non se l’è sentita di proseguire in una categoria differente, ma lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto”. Quattro mesi dopo riecco Perrone sulla panchina granata, stavolta a furor di popolo, ma con la stessa rosa ritenuta inadatta al momento della “fuga”. “Perché siete tornato? Cosa è cambiato rispetto a luglio?” la domanda più ricorrente, alla quale però non è mai stata data una risposta.

Il rapporto con la società, però, ormai era incrinato e Lotito, all’indomani del ko di Perugia, inaugurò il tormentone del “manico”, attribuendo al mister la responsabilità del declino granata in classifica. “Salernitana ostaggio delle scelte di Perrone” dichiarò dopo una riunione fiume a Salerno: dopo la sconfitta di Pontedera ennesimo esonero e partenza per il ritiro con un Gregucci in più nel motore. Altro colpo di scena nell’estate del 2014: dapprima l’abbandono di Gregucci, scettico sulla reale volontà della proprietà di vincere il campionato, poi l’arrivo di Somma (che accettò una cifra molto bassa pur di coronare il suo sogno), poi ancora l’esonero del tecnico e una conferenza stampa fiume contraddistinta da un botta e risposta a distanza con Fabiani e dalle innumerevoli polemiche della piazza. Una settimana prima di iniziare il campionato ecco Leonardo Menichini, che il ds avrebbe esonerato volentieri a gennaio dopo il 2-2 con la Vigor Lamezia. Nel 2015 prevalse la linea Fabiani: via chi aveva vinto il campionato a suon di record (ma con tanti errori mascherati dalla forza della rosa),dentro Torrente che, in extremis,vinse il ballottaggio con Toscano: anche in questo caso esonero a gennaio e ritorno di Menichini, abile e fortunato a salvare una squadra con un piede in Lega Pro attraverso gli spareggi play out.

Ho una promessa con Lotito, mi ha garantito che resterò a Salerno in caso di salvezza” dichiarò dopo il 4-1 di Lanciano. Risultato? “Arrivederci e grazie” da parte di Lotito e scelta coraggiosa di una scommessa con Inzaghi, catapultato tuttavia in fretta e furia sulla panchina della Lazio a causa del dietrofront di Bielsa. “E’ la conferma che siamo una succursale dei biancocelesti, la società se ne vada o ci rispetti di più” uno dei commenti più gettonati sul web. Da uomo di calcio e di grande esperienza, Fabiani aveva fiutato il pericolo e si era cautelato: ecco Sannino, tecnico a caccia di riscatto dopo una serie di esoneri ed insuccessi. Neanche stavolta le cose sono andate bene: a novembre, dopo l’ennesimo pareggio, il mister di Ottaviano si dimise, al suo posto Lotito aveva già scelto Menichini proponendogli un biennale. L’intervento “in scivolata” di Fabiani fece cambiare idea alla società: dentro Bollini e altra delusione per il trainer di Ponsacco. Oggi,finalmente, si cambia registro…salvo colpi di scena…!

?Gaetano Ferraiuolo