Chi parla di miracolo Benevento e miracolo Spal probabilmente non ha seguito il percorso delle due società e ne sminuisce implicitamente i meriti: quando sali dalla Lega Pro e investi fior di milioni di euro in calciatori anche di categoria superiore, affidandoti ai migliori giovani in circolazione, ad allenatori con un curriculum vincente e ti rinforzi ulteriormente a gennaio pur occupando le primissime posizioni in classifica evidentemente meriti il doppio salto. Con due presidenti perennemente presenti sul territorio e che, senza proclami, hanno deciso di vincere e ci sono riusciti sbaragliando una concorrenza agguerrita e battendo club che avevano speso cinque volte di più grazie al cosiddetto paracadute. Il mondo del calcio non può che applaudire realtà come Sassuolo, Crotone, Benevento e Spal che, in questi anni, hanno rappresentato un esempio di lungimiranza, intelligenza, abilità strategica e passione, portando ad altissimi livelli realtà che, nel recente passato, vivacchiavano in Lega Pro senza grosse ambizioni.
Quanto accaduto è un esempio anche per la società di Lotito e Mezzaroma: a questo punto il patron non potrà più tediare il pubblico con il solito tormentone del "vi ho preso dalla serie D", ormai totalmente fuori luogo. Tanti altri club, con meno seguito, hanno fatto grossomodo lo stesso percorso e nessun presidente ha mai pensato di legare gli acquisti e gli investimenti al dato della campagna abbonamenti. Chi vuole vincere sul serio, a giugno non rammenta quanto fatto nel passato nè sminuisce la storia della sua squadra ("Eravate morti" e "Avete fatto decenni di Lega Pro" due degli slogan più ricorrenti e che tanto hanno fatto arrabbiare il pubblico), ma programma, investe, presenta calciatori, allenatori e staff dirigenziale spiegando con chiarezza quali sono gli obiettivi e le strategie.
Sia chiaro: nessuno a Salerno può pretendere nulla, ma questa piazza, ora più che mai, merita un progetto ambizioso e la domanda è ormai doverosa: perchè le neopromosse hanno centrato subito il doppio salto a suon di milioni di euro, mentre a Salerno si parla di programmi a medio-lungo termine? Il rammarico è enorme e la sensazione è che bastava davvero poco per divertirsi molto di più negli ultimi due campionati, di livello tecnico davvero modesto. Per un acino di sale, come si suol dire, si è buttata la minestra, facendo confusione con gli allenatori (clamoroso ed emblematico il dietrofront di Inzaghi legato alle vicende...della Lazio), completando la rosa ad agosto e facendosi scappare affari importanti a gennaio. Nulla può cancellare quanto fatto da Lotito e Mezzaroma in questi anni: lo abbiamo chiamato sovente miracolo sportivo, lo ribadiamo ancora oggi. E chi dà per scontata questa scalata commette un errore clamoroso. Da oggi, però, il tempo del "ringraziamento a prescindere" è finito e la proprietà, alla vigilia di un campionato tostissimo, deve far capire chiaramente che cosa vuol fare da grande.
I grandi progetti si costruiscono nel tempo e su questo siamo tutti d'accordo, ma dagli errori del passato bisogna necessariamente imparare. E allora si lanci un segnale alla piazza, o almeno a quei tifosi che la amano sul serio e che hanno rappresentato il dodicesimo e anche il tredicesimo uomo in campo. Non si perda tempo ad ufficializzare l'allenatore (Bollini è la scelta giusta?), Lotito metta la Salernitana tra le priorità e non dopo elezioni e rinnovi a tinte biancocelesti, si dia da subito mandato a Fabiani per muoversi sul mercato facendo tutti i sacrifici necessari, ci si ricordi, soprattutto, che i giovani forti costano e che non sempre si potrà prendere un giocatore a parametro zero o attraverso prestiti che fanno la fortuna soltanto dei club di appartenenza. Il primo obiettivo? Partire per il ritiro con buona parte della rosa che affronterà il campionato, rinforzandola adeguatamente in tutti i reparti. Sarebbe già un enorme passo in avanti. A Lotito il compito di dimostrare con i fatti di essere a capo di "una società di serie A": stavolta non basterà il grande nome o rivangare il passato per riempire l'Arechi, il pubblico va riconquistato con un progetto. Nessuno pretende la A: ora, però, è giunto il momento almeno di provarci. Lotito e Mezzaroma hanno potenzialità tecniche, economiche, imprenditoriali e umane per entrare nella storia: in fondo basta volerlo...
Gaetano Ferraiuolo
