Avventura al capolinea per Schiavi e Zito

SI prova a cedere chi guadagna troppo: anche Rosina non è intoccabile

Salerno.  

Prima di acquistare calciatori funzionali al progetto, la Salernitana proverà a cedere quegli elementi dall'ingaggio pesante e che, negli anni precedenti, non hanno reso secondo le aspettative. A tal proposito non siamo d'accordo con chi punta il dito nei confronti del direttore sportivo Fabiani, reo- a detta di tanti tifosi- di aver fatto sottoscrivere contratti onerosi e triennali a giocatori non adatti. Alzi la mano, però, chi non era contento dell'arrivo di Raffaele Schiavi, Antonio Zito e Alessandro Rosina, tre potenziali top player per la categoria che, per motivi diversi, hanno dato meno di quanto la stessa società si attendeva. Giudicare a posteriori è esercizio troppo facile: parliamo di tre calciatori forti, con anni di esperienza anche in categorie superiori e solo in presenza di condizioni vantaggiose (pluriennali a cifre elevate) avrebbero accettato Salerno. Ora, però, i programmi sono cambiati, la proprietà vuol fare un passo indietro ed è a caccia di acquirenti realmente interessati e pronti a sedersi al tavolo delle trattative.

Il primo nodo da sciogliere è quello relativo a Raffaele Schiavi. Il suo ingaggio sfiora i 450mila euro lordi, la Salernitana sta cercando un forte difensore centrale da affiancare a Tuia, Bernardini e Mantovani e l'ex Catania sembra non rientrare nei piani di Bollini. Il Novara si è fatto sentire da tempo, il Brescia ha effettuato un sondaggio, ma si è tirato indietro per motivi di budget, il Parma potrebbe tornare alla carica in caso di promozione, il Frosinone non è in ottimi rapporti con il sodalizio di Via Allende e sembra sia fuori dalla corsa. Pare che la dirigenza lo abbia proposto al Venezia, soluzione da non scartare a priori in virtù delle ingenti disponibilità economiche del club lagunare. Quanto a Zito, la situazione è chiara: fosse dipeso da Lotito e Mezzaroma, sarebbe già partito un anno fa, quando il Foggia voleva acquistarne il cartellino. In inverno, invece, fu ad un passo dalla Ternana di Pagni, ma i buoni rapporti con la piazza e con lo spogliatoio lo spinsero a restare a Salerno. La sensazione, però, è che stavolta la sua avventura all'ombra dell'Arechi sia finita, ad ora però ci sono soltanto contatti con club di Lega Pro con i quali, per il momento, il suo entourage non vuole approfondire discorsi. Si aspetta, dunque, un confronto chiarificatore con Fabiani e con la proprietà, non è da escludere un braccio di ferro che terrà banco fino ad agosto.

Capitolo a parte merita Rosina. Pensare di convincerlo a rivedere verso il basso le sue "pretese" economiche è utopistico, l'eventuale richiesta della società si concluderebbe con un "No, grazie" del calciatore assolutamente comprensibile. I contratti sono fatti per essere rispettati e Rosina non vede l'ora di ripartire per riscattarsi e riconquistare il pubblico granata. Al di là, però, del solito tormentone "con un ritiro svolto bene vedrete il vero Rosina", siamo certi di una cosa: la società, in caso di offerte concrete, si siederebbe ben volentieri attorno a un tavolo per trattare con potenziali acquirenti che, ad oggi, non ci sono. Difficile pensare che, dopo un'annata negativa, una società, di questi tempi, offra un triennale ad un atleta di 34 anni da 350mila euro netti a stagione, un investimento da oltre un milione di euro non ripagato, per ora, dal rettangolo verde. Le vie del mercato, però, sono infinite e il colpo di scena è sempre dietro l'angolo: Rosina potrebbe essere un valore aggiunto, ma la dirigenza non lo considera incedibile. Bollini, dal canto suo, non ha preclusioni nei confronti di nessuno, ma ha chiesto chiarezza a Lotito e Mezzaroma: partire per il ritiro con musi lunghi e gente con la valigia in mano non servirebbe proprio a nessuno. Una rosa con tre spine: si risolverà il problema prima del 15 luglio?

Gaetano Ferraiuolo