Si terrà a metà della prossima settimana l'incontro con Alberto Bollini per la firma del contratto. Ancora alle prese con problematiche familiari, il trainer di Poggio Rusco attende la convocazione della proprietà per fare il punto della situazione ed entrare nel dettaglio di quello che sarà un progetto tecnico basato soprattutto sui giovani e che prevede una sorta di ridimensionamento rispetto al campionato precedente. Dubbi, però, non ce ne sono: Bollini proseguirà la sua avventura all'ombra dell'Arechi e firmerà fino a giugno del 2018, un gesto derivante non solo dall'ottimo rapporto con Claudio Lotito, ma anche dal legame creatosi con una tifoseria che, progressivamente, ha imparato ad apprezzarne non solo l'aspetto tecnico, ma anche e soprattutto quello umano. Al mister va dato atto di aver tenuto unito lo spogliatoio in nome di quel concetto di meritocrazia inculcato al gruppo sin dal primo allenamento, quando ha battuto molto sui concetti di "senso di attaccamento alla maglia" e "spirito di sacrificio", un comportamento che non è passato inosservato e che gli ha permesso di lasciare il campo tra gli applausi dopo il derby vinto con l'Avellino.
Contestualmente sarà ufficializzato anche il rinnovo annuale del direttore sportivo Fabiani. Entrambi chiederanno una sola cosa alla società: uscire definitivamente allo scoperto per confermare alla piazza che l'obiettivo è innanzitutto quello di mantenere la categoria a causa dei problemi di bilancio denunciati pubblicamente da Lotito e Mezzaroma nelle recenti interviste. "Non vogliamo certo retrocedere" hanno ribadito i patron, conferma del fatto che non si parte per conquistare le primissime posizioni. Dopo aver messo nero su bianco, ci sarà un nuovo incontro entro fine giugno tra l'allenatore e il direttore sportivo: entrambi sanno bene che tanti giocatori non faranno parte della Salernitana del futuro (Donnarumma, Coda, Zito, Schiavi, forse addirittura Odjer) e dovranno combattere non solo con le ristrettezze economiche imposte dalla proprietà, ma anche con lo scetticismo di una piazza che, in caso di progetto "al ribasso", dovrà essere brava da analizzare la situazione con lucidità.
Gaetano Ferraiuolo
