Partiti di notte per raggiungere Siracusa e tenere altissimi i colori granata. In quattrocento hanno sostenuto la Salernitana nonostante la trasferta difficilissima sotto il profilo logistico di Siracusa. Hanno cantato e sventolato i bandieroni alle spalle dei pali difesi prima da Donnarumma e poi da Farroni. Al triplice fischio finale, la squadra si è radunata a centrocampo per provare a spostarsi verso il settore ospiti che ha però respinto i calciatori. Un segnale fortissimo della mortificazione sportiva per una domenica che poteva rappresentare uno spartiacque per la stagione della Salernitana ed invece ha il sapore di una battuta d’arresto pesantissima.
Raffaele di nuovo nel ciclone
Nel mirino in particolar modo le scelte di Giuseppe Raffaele. Il coraggio di ripartire nel 2026 dal 4-2-3-1 non ha pagato. La Salernitana è apparsa lunghissima, incapace di saper incassare i colpi di un Siracusa in piena difficoltà con il coltello tra i denti. E, anche al di là delle assenze, fanno rumore le scelte: prima l’ingresso in campo di Iervolino, al debutto stagionale, poi Boncori come alternativa offensiva. E nel mezzo anche il debutto horror di Berra e di Arena, espulso e che non potrà sostituire Golemic con il Cosenza, altra assenza pesantissima per il posticipo che rischia di essere già determinante per il cammino della Salernitana.
