Salernitana, dietrofront e retromarce: le tante insidie del mercato di Faggiano

"Il calcio non è matematica", il pensiero del ds a Ottochannel. Tanti gli affari sfumati

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Salerno.  

Non è un problema di budget. Il calcio non è matematica, non è che vince chi spende di più. Non pensate che Iervolino non vuole vincere, ogni giorno si fa sentire e ci è vicino. Non si può acquistare un calciatore al giorno, bisogna fare i conti anche con la realtà del club”. Il comandamento è uno e fa rima con la sostenibilità economica. Daniele Faggiano lo ricorda ai microfoni di Ottochannel, nel corso di Granatissimi, dopo averne fatto un mantra prima in estate e poi anche nella conferenza post-Benevento, quando parlò di affari che “non affossassero i conti”.

Troppe insidie

Il nervosismo però filtra nell’ambiente e traspare anche dalle parole del direttore sportivo della Salernitana che si aspettava un mercato insidioso ma non fatto di dietrofront e retromarce proprio sul più bello per più di un affare. Facendo saltare quelli che erano i piani iniziali, scontrandosi con difficoltà che sembravano superate e che poi si sono riproposte come muri impossibili da scalare. Per Bruzzaniti, primo nome sulla lista, il Pineto ha messo il cartellino di 500mila euro e il Catania, senza fronzoli, ha fatto centro. Che l’affare Lescano, sogno rincorso sin da dicembre, fosse in salita lo aveva ribadito più volte. Ieri nel corso di Granatissimi, il ds ha chiarito: “Il nome di Facundo è una fantasia. L’Avellino lo ha preso un anno fa con un ingaggio importante. Andando in B ha un ingaggio ancora più pesante e una società di Lega Pro non può permettersi un costo del genere. Sinceramente non posso fare il passo più grande della gamba”. Faggiano però una porticina la lascia sempre aperta, soprattutto se dovessero ammorbidirsi le condizioni poste dall’Avellino e dal campionato arrivasse un assist nella rincorsa al primo posto.

I dietrofront

A segnare il mercato della Salernitana anche i tanti “no” e le retromarce inaspettate che hanno segnato il cammino. Dopo Lescano, la Salernitana aveva sondato il Crotone per Guido Gomez incassando il rifiuto dei pitagoici a cedere il proprio capitano. Poi la trattativa per Luigi Cuppone, virtualmente definita nella serata di venerdì scorso prima della retromarcia dell’attaccante: “Ero andato a Cerignola, mi sono messo d’accordo con la società e con il procuratore – le parole di Faggiano a Ottochannel -. Poi a lui è venuto il dubbio della categoria. Ed io ho guardato altrove perché non voglio gente che viene a Salerno titubante”. L’ultimo capitolo è legato a Cosimo Chiricò. Il pressing asfissiante di Faggiano con il procuratore sembrava vincente, poi il colpo di scena addirittura con prolungamento del contratto per il numero dieci: “Fino alle 10 di stamattina era molto vicino, l’agente ci ha detto che andava a Casarano per risolvere la situazione. Il presidente del Casarano chiedeva 300mila euro, poi ha chiesto un nostro giocatore. Io non me la sentivo di investire questa cifra, loro se la sono giocata e gli hanno garantito un anno di contratto in più”.