di Andrea Fantucchio
«Una cosa è far venire Ranieri o Salemme ad esibirsi, altra è la gestione tecnica di un ente che deve rispettare i canoni della legge». Durissimo il consigliere d'opposizione, Dino Preziosi, sul caso che riguarda la gestione del teatro Gesualdo negli ultimi anni. (Clicca sulla foto di copertina per guardare il servizio di Ottochannel realizzato dal collega Angelo Giuliani)
Esploso, come Ottopagine vi ha raccontato, dopo la relazione del professore Pino Terraciano che evidenziava come l'intera gestione contabile del teatro fosse illegittima. Si tratterebbe a detta dell'esperto di, “Una macchina amministrativa in grado di dare vita a guasti gestionali e flussi di cassa non controllabili”.
Visione confermata anche dall'altro consigliere d'opposizione Giancarlo Giordano, che Ottochannel e Ottopagine hanno ascoltato.
«Il caso del teatro – sbotta Giorando - è l’ennesimo tassello di un disastro amministrativo che si fa sempre più pesante e meno apprezzabile in città. Anche la cultura è divenuta terreno di scambio clientelare».
Per Preziosi sarebbe più proficuo, «Che il comune assegni la gestione del teatro ad un privato. Attraverso una gara di evidenza pubblica. Così l'ente comunale risparmierebbe gli oltre 500mila euro annui per la gestione del Gesualdo, recuperando perfino il fitto dell'edificio».
Per Giordano, invece, la gestione del teatro deve rimanere pubblica. Ma riconosce che sono necessari controlli ferrei sulle strutture comunali date in gestione a cooperative o privati.
«Penso alla Casina del Principe – afferma – recentemente tornata d'attualità grazie alle relazioni del nuovo assessore al patrimonio. Ma tutti gli edifici comunali in genere devono essere oggetto di controlli continui e attenti da parte del Comune. Pena creare quel bacino di clientele che in questi anni si è soltanto ingrossato».
Contattato da Ottopagine, decide invece di restare in silenzio Luca Cipriano. L'ex presidente del Massimo afferma di non aver letto la relazione di Terraciano e di non potersi quindi ancora esprimere sulla questione.
Relazione che è già stata trasmessa alla Procura per ulteriori accertamenti. Visto che, fra le irregolarità evidenziate, mancherebbero anche i registri di cassa e di giornalmastro, senza i quali è impossibile poter rendere i conti della gestione ed approvare i bilanci preventivi e consuntivi.
Solo in relazione all'ultimo anno di attività, il comune dovrà ripianare 550mila euro di debiti. Infine ci sarebbero fornitori da pagare per una cifra che ammonta complessivamente a 438mila euro.
Un quadro che, se confermato, sarebbe ben più grave di quello che in tanti immaginavano.
