«Il centro storico era il cuore di Avellino. Il mercato si teneva dalle 6 di mattina fino alle 2 del pomeriggio in Piazza del Popolo. E, tra una compera e l'altra, si parlava della città e dei suoi problemi. Una vera Agorà cittadina. La Dogana fu usata come primo cinema ad Avellino mentre davanti al Teatro Carlo Gesualdo si poteva ammirare un bellissimo giardino soprannominato “Giardino di Victor Ugo”». Ci immergiamo nei ricordi così vividi di Antonio Chiummo.
Un racconto che, a guardare oggi il centro storico, sembra lontano secoli. Ben distante dai cantieri e dalle attività commerciali che ormai chiudono incessantemente da due anni.
Eppure parliamo di appena trent'anni fa. Quando la città di Avellino fu drammaticamente colpita dal terremoto. Una tragedia sui quali si sono sprecati fiumi d'inchiostro. Noi qui ci immergeremo in ciò che è rimasto. Quell'universo al di là di via Nappi dove c'è ancora chi, come Antonio, ostinatamente continua la propria attività di commerciante nonostante i cantieri, le polemiche, la storia.
«La Piazza della Libertà - dice Chiummo- trent'anni fa era arrivata al top, presentava un progetto ambizioso e armonioso per l'epoca, ricco di verde, di acqua, di animali e soprattutto di vita. La Dogana, oggi cantierata, divenne il simbolo della rinascita quando Avellino fu colpita dalla peste. I Caracciolo ebbero la brillante idea di usarla per salvaguardare e proteggere gli avellinesi. Con la distruzione di questo monumento le amministrazioni comunali hanno distrutto anche quel glorioso passato».
Antonio è un sognatore straordinario che non ha mai smesso di combattere. Ci accoglie sorridendo e mostrandoci foto d'epoca che attraverso le sue parole rivivono più vivide che mai.
Immagini che sopravvivono anche nel racconto della seconda protagonista della nostra storia, la signora Bernadetta Gengaro. Ultima testimone di una famiglia che da oltre cento anni vende cappelli proprio al centro storico della città.
«Negli anni '60 - racconta la signora Gengaro- il cuore di Avellino era rappresentato dal Centro Storico: un' unica strada che partiva dai Platani e arrivava fino al Duomo. Il centro pullulava di vita e bisognava chiedere permesso per attraversare questo angolo di città. C'era anche più voglia di spendere, complice il boom economico dell'epoca e in tanti venivano da fuori provincia per acquistare i prodotti dei nostri negozi artigianali. Non era ancora l'epoca dei supermarket che poi hanno ammazzato tutto e tutti».
«In seguito al terremoto - sottolinea la Gengaro - numerosi furono i crolli degli edifici e la città andava riorganizzata. Il sindaco di allora, Nicoletti, ebbe la brillante idea di spostare Piazza della Libertà. Così facendo distrusse il commercio all'interno del Centro Storico. Oggi i problemi sono notevoli: a partire dalla viabilità strozzata dai cantieri. E profondamente compromessa dall'assenza di parcheggi. Chi viene a spendere sono dei reduci affezionati alla nostra storia»
«Una soluzione- conclude - sarebbe quella di far rivivere il Centro Storico modificando il profilo della città in modo da renderla più attiva e funzionale, riproponendo l'unica strada che c'era prima e dando vita a nuove attività in grado di soddisfare le esigenze di questo periodo. Tuttavia è evidente dalle scelte amministrative di questi anni che la città si stia muovendo nella direzione opposta. Dal disegno della nuova piazza si può evidenziare una volontà, per niente nascosta, di non tener conto delle esigenze di tutti i cittadini. A partire dai commercianti».
Ora vi lasciamo ad una carrellata di immagini sospese fra presente e passato che vi regalano il quadro complessivo di ciò che era e di ciò che resta del centro storico di Avellino.
(Piazza del Popolo, Piazza Castello,Piazza della libertà, la Dogana e Obelisco a Carlo II d’Asburgo, la Torre dell’Orologio, il Castello di Avellino, gli scavi archeologici di Abellinum e la Fontana di Bellerofonte. Numerose sono le Chiese come il Duomo e la sua Cripta, la Chiesa di San Biagio e la sua Cripta, La Chiesa della Santissima Trinità, Chiesa Santa Maria del Rifugio e La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e per finire abbiamo palazzi storici come Palazzo de Conciliis, Palazzo Caracciolo ( attuale Provincia), Palazzo del Governo ( attuale Procura), Palazzo Testa, Palazzo Greco e Palazzo Cucciniello)
Andrea Guido Sanseverino
(studente del Vivaio di Ottopagine, il corso di giornalismo multimediale organizzato nell'ambito dell'iniziativa scuola/lavoro)
