Pablo Daniel Osvaldo in fondo è sempre stato una rock star: genio e sregolatezza, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, e ora sul palco. Come noto, dopo essersi ritirato dal calcio giocato all'età di trent'anni, l'argentino naturalizzato italiano ha deciso di intraprendere un'altra carriera dedicandosi anima e corpo alla musica. Con il gruppo da lui fondato, il “Barrio Viejo” - il “quartiere vecchio” - ieri sera l'ex attaccante, campione d'Italia con la Juventus, che in carriera ha vestito la maglia azzurra della Nazionale e indossato, tra le altre, quelle di Inter, Fiorentina e Boca Juniors, ha riempito il Tilt di Avellino dove ad accoglierlo c'erano tantissimi ragazzi curiosi di conoscerlo dal vivo, interessati a vederlo nella sua nuova veste e non solo (perché anche l'occhio, femminile, vuole la sua parte, ndr). “Simba”, come fu soprannominato ai tempi della Roma per la sua folta capigliatura somigliante alla criniera di un leone, ha ruggito dividendo la sua esibizione in due tempi, proprio come se fosse una partita. Niente interviste; t-shirt, tatuaggi, collane, bandane, anelli e cappello per costruire il look di un personaggio nell'accezione più artistica del termine. Ecco la seconda vita di Dani da Lanùs con un filo conduttore: la capacità di infiammare le platee.
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