Torna "L'architetto", rivista per spiegare le città

ll confronto venerdì alle 15,30 presso l'auditorium della Camera di Commercio

Avellino.  

Architetti e sindaci sono entrambi concentrati sulla città: i primi a disegnarla, i secondi ad amministrarla. Se tra loro il dialogo trova il giusto equilibrio è un'intera comunità a beneficiarne. Quando si parla di architettura è sempre come interrogarsi sulla propria città.

Per questo venerdì prossimo, alle 15,30, presso l'auditorium della Camera di Commercio, l'appuntamento va ben più oltre della mera presentazione della nuova rivista “L'Architetto”, una bimestrale che è stata fondata in pieno boom italiano, nel 1956.

Ad Avellino, dopo i saluti di Erminio Petecca, presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Avellino, sarà il nuovo direttore della “patinata”, Nicola Di Battista, a confrontarsi con Francesco Venezia, professionista irpino, ordinario presso l'Istituto universitario di Architettura di Venezia, con collaborazioni presso la Sommerakademie diBerlino, il Politecnico Federale di Losanna, l'Università Harvard e l'Accademia di Architettura Mendrisio. 

Con la direzione di Nicola Di Battista torna di nuovo a essere editata la rivista l’architetto, la storica pubblicazione che accompagna dal 1956 il Consiglio Nazionale degli Architetti – oggi CNAPPC –.

La pubblicazione della rivista è rimasta ferma per alcuni anni e dopo un periodo di uscita solo in edizione digitale si è definitivamente interrotta a dicembre del 2016.

La nuova edizione della rivista l’architetto, diretta da Nicola Di Battista, ex direttore di Domus, propone oggi ai suoi lettori di costruire un innovativo punto di vista sull’architettura contemporanea e sulle possibilità che ha di realizzarsi nel nostro Paese, con l’obiettivo di ricreare, per gli architetti, le condizioni collettive indispensabili per fare bene il proprio lavoro e poter così dare nuove speranze progettuali al nostro tempo.

La nuova edizione della rivista l’architetto cerca di sondare le possibilità che hanno le discipline del progetto di rifondare le proprie ragioni su qualcosa in grado di superare le questioni personali di chi le propone. La sua finalità ultima è quindi l’approfondimento delle tante tematiche che sono parte del bagaglio disciplinare dell’architettura.

Una rivista quindi basata su principi teorici condivisi, capace perciò di indirizzare e sorreggere il fare architettura oggi, un fare più consapevole e adeguato al nostro tempo, che dovrebbe servire a realizzare i luoghi dove l’uomo abita, dove l’uomo lavora, dove l’uomo si diverte, cioè a dire dove l’uomo possa pienamente, liberamente e poeticamente ‘abitare’.

OBIETTIVI

La rivista è strutturata in tre grandi aree tematiche: Opinioni, Cronache e Storie, Notiziario, dove alle condizioni del mondo attuale, ogni area cerca di indagare in maniera diversa e autonoma le esigenze espresse dal nostro tempo in merito alle questioni dell’abitare, per poterle poi mettere alla base della costruzione di un paesaggio più adeguato alla vita degli uomini d’oggi.

Nella sezione Opinioni, numero dopo numero, la rivista metterà a fuoco soprattutto il pensiero e il sentimento in cui la società civile contemporanea italiana tiene la disciplina dell’architettura, rispondendo a questioni di carattere generale, tipo: a cosa serve l’architettura? Quali i suoi obiettivi? Quali le sue priorità? Quali, infine, le sue specificità per realizzare un mondo migliore? Rispetto a questi temi sono raccolte opinioni, testimonianze, punti di vista di varie personalità del nostro tempo – dai politici agli imprenditori, dai rappresentati di istituzioni ai singoli individui – che contemplino anche il loro appartenere a diverse discipline.

Nella sezione Cronache e Storie l’attenzione è tutta rivolta al progetto di architettura, pubblicando di volta in volta questioni e materiali legati al mestiere, così come il lavoro di maestri e di giovani architetti alle loro prime esperienze.

Nella rubrica Io e… è analizzato poi il rapporto di un architetto, di un designer, di un imprenditore con una azienda o un territorio e nella rubrica Cento città d’Italia, si cerca di capire il ruolo che le nostre tante città storiche possono ancora avere oggi nella nostra vita.

Infine nel Notiziario si documenta il grande lavoro svolto dai 14 dipartimenti del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori – con i loro direttori e relativi gruppi di lavoro –. Le problematiche, le discipline, gli argomenti affrontati dai vari dipartimenti rivestono una notevole importanza per la professione dell’architetto, all’interno del sistema politico, civile ed economico del Paese, per questo il lavoro dei singoli dipartimenti è portato oltre a parlare di temi generali, anche ad affrontare temi molto specialistici e difficili da trattare.

Così conclude Di Battista l’editoriale scritto per il primo numero: “… Alle condizioni attuali il nostro Paese può di nuovo tornare a essere protagonista nel nostro tempo – come più volte ha fatto nel passato – sulla questione dell’abitare, e può farlo da subito; ha tutto quanto gli serve per farlo, ha donne e uomini capaci, ha comunità intere che con i loro straordinari luoghi ci incitano e ci spingono a fare meglio, ma soprattutto ha nella sua lunga storia dimostrato più volte, e in epoche differenti, di saper abitare, facendo addirittura dell’abitare un’arte.

Per questo oggi può farlo di nuovo. Sarebbe allora davvero straordinario se proprio la comunità degli architetti – questa volta unita e compatta – si facesse carico di guidare questo cambiamento teso alla ricerca di un abitare migliore e lo proponesse all’intera società. Non è questo il momento dell’algoritmo, ma quello del pensiero, e su questo, sono sicuro, che abbiamo molto cose da dire.

E la rivista cerca di dirle”.