Isochimica, arriva la svolta: pensione per gli ex operai

Un emendamento nel decreto crescita potrebbe restituire agli ex operai una parte dei sacrifici

L’emendamento è stato presentato dalla deputata del Movimento 5Stelle, l’irpina Maria Pallini: " Siamo riusciti a rintracciare le risorse a copertura dell'emendamento e abbiamo costruito una convergenza delle forze politiche su questo tema"

Avellino.  

Da vent'anni attendono la pensione di inabilità. Molti di loro sono morti aspettando un riconoscimento che non è mai arrivato malgrado le promesse e gli impegni di volta in volta assunti e disattesi dalla classe politica. Ma stavolta potrebbe essere quella buona.

Un emendamento nel decreto crescita del governo potrebbe restituire agli ex operai Isochimica una parte dei sacrifici fatti in tutti questi anni. La norma ovviamente riguarda i lavoratori affetti da conclamate patologie asbesto-correlate di origini professionali originate dall’esposizione continuata alle polveri di amianto.

L’emendamento è stato presentato dalla deputata del Movimento 5Stelle, l’irpina Maria Pallini.

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato la deputata pentastellata - Sono riuscita, grazie alla collaborazione del Presidente della Camera Roberto Fico e della presidente della Commissione Finanze Carla Ruocco che ringrazio entrambi per la sensibilità dimostrata, a far superare all'articolo da me proposto al Governo lo scoglio dell'ammissibilità nella congiunta Finanze-Bilancio che sta vagliando il provvedimento. Dopo il voto in Commissione, il decreto arriverà in aula alla Camera e, successivamente, al Senato per l'approvazione definitiva”.

Nello specifico, l'emendamento, frutto della costante interlocuzione con i lavoratori che vivono sulla propria terra questo dramma - dichiara la parlamentare irpina -intende estendere l’ambito di applicazione soggettiva dell’articolo 1, comma 250, della legge 31 dicembre 2016, n. 232 a tutti coloro che risultano affetti da patologia asbesto correlata accertata e riconosciuta. In particolare, la disposizione riconosce la pensione di inabilità in favore dei soggetti che abbiano maturato un’anzianità contributiva pari almeno a cinque anni nell’intera vita lavorativa, ancorché non si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Sono compresi nelle categorie tutelate altresì i lavoratori e gli ex lavoratori in possesso dei requisiti sopra prescritti che, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell’INPS e, per effetto della ricongiunzione contributiva, non possano far valere la contribuzione dell’assicurazione generale obbligatoria. L’emendamento garantisce infine la medesima tutela previdenziale anche a coloro che siano titolari del sussidio per l’accompagnamento alla pensione che entro l’anno 2020 optino per la titolarità della pensione di inabilità”.

“Non posso non sottolineare l'impegno profuso fin dal mio ingresso in Parlamento per la risoluzione di questa vicenda – aggiunge la deputata Pallini - Questa potrebbe essere la volta buona, visto che non solo, in sinergia con i Ministeri competenti, siamo riusciti a rintracciare le risorse a copertura dell'emendamento ma abbiamo costruito una convergenza delle forze politiche su questo tema. È stato un lungo lavoro che, tuttavia, mi riempie di soddisfazione perché rappresenta una vera e propria svolta nel caso drammatico della fabbrica dei veleni di Borgo Ferrovia” conclude Pallini.