"Noi, il liceo e lo stress da Covid: quante cose non vanno"

Lettera da uno studente del Mancini

noi il liceo e lo stress da covid quante cose non vanno
Avellino.  

Stress? Ne abbiamo tanto. Paura? Anche. Siamo gli studenti che affrontano il nuovo anno scolastico in era Covid e lo stress e la paura con cui conviviamo non è causata dal timore di un’ interrogazione o di un esame, come sarebbe normale, ma dalla diffusione del virus, dalle misure di prevenzione del contagio da seguire, dal tipo di mascherine da usare, dal numero di persone positive in un bollettino quotidiano come in tempo di guerra.

Nelle scuole, gli orari di ingresso e di uscita sono divisi in più turni per evitare la creazione di assembramenti, sono stati delineati percorsi, disseminati dispenser di disinfettanti. Eppure, non tutti, alunni e docenti sono consapevoli della difficoltà del momento che viviamo ed adottano adeguate misure di prevenzione: gli alunni di ogni classe si ritrovano ugualmente alla stessa ora nel cortile delle scuole, non sempre le mascherine vengono indossate, sia all’entrata che all’uscita. Giustamente, si chiedono gli alunni, perché indossare la mascherina se i primi a non averla sono coloro che dovrebbero dare il giusto esempio, ovvero i professori?

Nelle classi, durante l’orario di lezione, talvolta si assiste a scene simili: le distanze non vengono rispettate, le mascherine al sicuro nello zaino, sembra proprio che tutti si siano dimenticati che stiamo vivendo durante una pandemia. Per decreto legge, i banchi e le sedie andrebbero giornalmente sanificati, ma risulta difficile crederlo quando lasciando una carta sul banco la si ritrova nello stesso posto il giorno dopo. Avranno alzato il foglietto, sanificato e rimesso tutto come era prima? 

Da non dimenticare la soluzione che hanno attuato per evitare la presenza di troppe persone in classe in modo da rispettare le distanze di sicurezza: la flessibilità, sperimentata in alcuni istituti scolastici.

Consiste nell’obbligo di dover seguire, un giorno a settimana, da remoto delle lezioni con argomenti sicurezza covid, sicurezza sul lavoro e cittadinanza e costituzione. In questo modo, quel giorno l’alunno perde le spiegazioni fatte in classe e non tutti i professori sono disposti a rispiegare. C’è quindi un aspetto positivo: seguire in presenza è molto più semplice che seguire online. Inoltre, numerosi sono gli studenti pendolari che per necessità devono usufruire dei mezzi pubblici, costretti a viaggiare in pullman completamente pieni, dove ogni regola non viene rispettata, dal distanziamento alle mascherine. Per alcune corse i pullman sono stati raddoppiati, ma questo è un evento che si verifica raramente, in quanto nella maggior parte dei casi il numero dei mezzi pubblici è rimasto invariato.

Tuttavia non in tutte le scuole la situazione è così grave: in alcuni istituti le classi sono divise a metà, ma chi segue da casa ha comunque la possibilità di ascoltare e prendere parte alle lezioni della propria classe, gli ingressi e le uscite sono ben scaglionati e la sicurezza è dunque meglio garantita.
Ad ogni modo, confrontando il numero di contagi di questi giorni, con la scuola in presenza, e quelli di marzo, vissuti in completo lockdown, si può notare un netto aumento e una preoccupante noncuranza nei confronti del rispetto delle regole anti-covid. Quindi, quello che chiedono gli studenti è chiarezza e sicurezza anche e soprattutto da parte degli degli insegnanti e del personale scolastico. Ricordiamoci che la pandemia non è finita, ma siamo ancora in una fase difficile e comportandoci così non ne usciremo presto.

*Lettera firmata