Festa: "I coprifuoco non servono. Ai sindaci poteri e fondi"

Il sindaco di Avellino sul nuovo decreto: scaricabarile senza fondi e strumenti per i sindaci

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Avellino.  

Non avrebbe chiuso le scuole Gianluca Festa, sindaco di Avellino, e saprebbe come gestire l’emergenza coronavirus in Città tra movida fuori controllo e disagi per le attività commerciali, ma avendone gli strumenti. L’ultimo decreto ministeriale, nei fatti, gli affida la responsabilità e possibilità, come per tutti i sindaci italiani, di poter far scattare minicoprifuoco alle 21 nel suo territorio.

“Una scelta inutile se decontestualizzata da un sistema di pieni poteri per poter gestire territorio ed emergenze - spiega -. Non basta chiudere ma servono più controlli e strategie integrate e realmente calate sul territorio locale. Come faccio - si chiede il sindaco di Avellino - a coordinare gli interventi sul mio territorio in presenza di disposizioni emanate da parte del governo e della Regione? Occorre invece recuperare la consapevolezza che sono i sindaci meglio di altri che possono modulare interventi e ordinanze appropriate e non genericamente penalizzanti perche' essi conoscono la realta' del proprio territorio". Sul fronte delle risorse che dovrebbero accompagnare i poteri commissariali ai sindaci, Festa si dice non preoccupato: "Se ci sono anche i soldi sarebbe meglio, ma possiamo farcela anche da soli. A condizione di non creare accavallamenti di gerarchie e competenze". Intanto da fonti della Prefettura di Avellino si apprende che non sono previste riunioni per discutere sulla responsabilità che il Dpcm affida implicitamente ai sindaci. "Non abbiamo nessuna indicazione in questo senso - riferiscono- e siamo in attesa di eventuali integrazioni e chiarimenti".Dopo l’annuncio delle nuove regole del nuovo decreto unanime si è innalzato il coro di polemiche dei primi cittadini.

Un provvedimento spicca su tutti e innesca le polemiche, ossia la possibilità per i Comuni di chiudere strade e piazze particolarmente frequentate alle 21, stabilendo di fatto dei "coprifuoco" locali. Ma i sindaci non ci stanno e attaccano il governo: "No allo scaricabarile".

Non serve chiudere ma servono più controlli, tuona Festa che spiega: “Io sistemerei volontari o vigili urbani a presidiare le cosiddette zone calde. Ma servono pieni poteri e fondi da parte dello Stato per poter attuare queste misure. Penso alle forze dell’ordine ridotte allo stremo. I miliari gli agenti fanno già tanto e non basta, è sotto gli occhi di tutti. Per questo serve una strategia nuova, non serve fare le stesse cose e scelte fatte in inverno”.

I locali senza posti a sedere dovranno chiudere alle 18. Inoltre è previsto lo stop a tutti gli sport da contatto, anche dilettantistici. A piscine e palestre il governo ha dato sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, altrimenti scatta la chiusura.

“Si tratta di una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell'opinione pubblica. Questo non lo accettiamo. Ci saranno le forze dell'ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l'ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali?

I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso. Servono competenze e risorse per far fronte a questa pandemia. Dei sindaci sono solo le colpe e i nodi scomodi da sciogliere. Ma, è sotto gli occhi di tutti, non ci vengono dati strumenti per affrontare l’emergenza”.