Una città sospesa, senza mercato e con cantieri strategici per il futuro e lo sviluppo urbanistico ancora da completare. Dodici mesi caratterizzati a livello amministrativo da tantissimi fatti che hanno segnato il 2020 di Avellino.
L'anno è iniziato con la querelle mercato. Ambulanti “sfrattati” dal piazzale dello stadio dopo decenni e 365 giorni dopo ancora senza una casa. Un muro contro muro con l'Amministrazione Festa a suon di ricorsi e carte bollate. La soluzione immaginata dal sindaco, Campo Genova, bocciata dai diretti interessati, poi stoppata dal Tar e dagli agenti inquinanti ritrovati nel sottosuolo.
Poi ci si è messo il Covid a complicare il quotidiano degli avellinesi e ha infuocato il dibattito politico. Festa e le sue dirette facebook per annunciare la corsa nell'inseguire il virus e per scongiurare assembramenti. Salvo poi lasciarsi andare a cori con i giovanissimi della movida di via De Concilii in una serata di inizio giugno finita alla ribalta delle cronache nazionali.
Le opere pubbliche dovevano segnare un punto di svolta nell'anno che ci lasciamo alle spalle ma, al netto di una mezza riapertura del Mercatone, ancora tutto da completare, Piazza Castello e il Tunnel di Piazza Garibaldi sono fermi al palo. L'agorà del teatro Gesualdo ancora tristemente ingabbiata nelle recinzioni con una bretella di collegamento tra via Circumvallazione e Corso Umberto che stenta a mostrarsi alla città e il sottopasso ancora tutto da inaugurare e da percorrere dopo una passeggiata-spot del luglio 2019, utile solo per telecamere e fotografi.
Restano i continui scontri del sindaco con il governatore De Luca, l'ultimo sulla riapertura o meno delle scuole in tempo di pandemia e una serie di prove muscolari in consiglio comunale che hanno acuito, se possibile, la distanza tra maggioranza e opposizione.
Allora che il 2021 sia davvero un anno di ripartenza e rinascita anche per il capoluogo, al netto di annunci e mezze soluzioni. Lo auguriamo a Festa e agli avellinesi. Buon anno.
