L’allarme inquinamento ad Avellino è sempre più alto. Una delle risposte arriva da un gruppo di giovani attivisti che, con l’obiettivo di preservare e difendere non solo la salute, sta dando vita al circolo Legambiente Avellino. Alla base, la speranza di poter intervenire puntando i riflettori sul tema dell’inquinamento, oltre che dell'aria anche dei fiumi, tema molto sottovalutato dalle istituzioni locali.
“Siamo nati con il flash-mob organizzato davanti alla Prefettura di Avellino con lo slogan ‘Ci siamo rotti i polmoni’. Dal 1 gennaio ad oggi sono stati registrati già 21 sforamenti di Pm10 alla centralina Dante Alighieri”, spiega Mariapia Oliviero, attivista dell’associazione. Che continua: “Il nostro obiettivo, al momento, è quello di sederci a un tavolo con le istituzioni per cercare di mettere in atto delle politiche che superino l'immobilismo. Ci sono programmi e leggi, ma nessuno li rispetta o le applica. Non appena ci sarà la possibilità vorremo far ascoltare al sindaco Gianluca Festa le nostre proposte per ridurre quanto più possibile questi problemi in città”.
Il bilancio del dossier annuale di Legambiente “Mal’aria” è impietoso per Avellino: settima città più inquinata su base nazionale per aver superato, almeno con una centralina, il limite di emissioni previsto per le polveri sottili (Pm10). I volontari pongono al centro dei loro obiettivi la tutela del nostro bacino idrografico, del verde pubblico e la difesa anche delle specie animali che convivono con noi in questi territori.
