Acqua, resa dei conti: commissariamento e fondi europei a rischio

Per i ritardi nell'individuazione dei gestori unici (con criteri Ue) in quattro province

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Avellino.  

Sulla gestione dell'acqua siamo arrivati, come al solito in Campania, alla resa dei conti dettata dall'emergenza: sono a rischio tutti i fondi del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza. Ovvero, rischia di saltare la quota parte della montagna di miliardi che l'Ue ha messo a disposizione relativamente all'ammodernamento di tutta l'impiantistica.

Lo scoglio, l'ostacolo, è la mancata individuazione, con criteri certi e certificati dall'Unione europea, non clientelari e oscuri come siamo abituati da decenni, dei gestori unici. In ritardo sono Avellino, Benvento, Caserta e Napoli. Non si sa come, non si capisce perché, ma Salerno ha saputo guardare più avanti di tutti.

A dare l'allarme, inoltrando la richiesta ufficiale di commissariamento della Campania (fra le altre regioni del Mezzogiorno) è l'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, in pratica l'organismo tecnico che sovrintende a ogni scelta che si va a operare riguardo reti e gestioni idriche.

La “segnalazione” all'esecutivo guidato da Draghi dovrebbe avere esiti abbastanza rapidi. Con l'arrivo del Commissario tutti i traccheggiamenti in Regione Campania sarebbero superati e le gare, proprio in virtù dei fondi a rischio, avviate motu proprio.

La nota diffusa dall'Arera parla chiaro: «Permane nel nostro Paese un Water Service Divide: persistono situazioni, principalmente nel Sud e nelle Isole, in cui si perpetuano inefficienze. Il PNRR inviato alla Commissione Europea evidenzia come "nel Mezzogiorno l'insufficiente presenza di gestori industriali e l'ampia quota di gestione in economia, traccia un quadro del comparto idrico molto frammentato e complesso (...). Precedenti esperienze dimostrano che nel Mezzogiorno l'evoluzione autoctona del sistema non è percorribile senza un intervento centrale finalizzato alla sua risoluzione».

In coerenza con tale obiettivo, Arera giudica condizioni necessarie per l'allocazione delle risorse del PNRR e per l'efficace implementazione degli interventi selezionati, la presenza di un ente di governo dell'Ambito pienamente operativo ed il completamento delle procedure di affidamento del servizio ad un gestore integrato.

L'Autorità ha pertanto ritenuto opportuno segnalare al Governo e al Parlamento l'utilità di interventi normativi di modifica delle vigenti previsioni legislative per accelerare l'affidamento del servizio idrico integrato. In particolare Arera ritiene necessario prevedere un termine perentorio entro cui concludere i processi di affidamento, un supporto tecnico agli enti territoriali che ne avessero necessità, l'affidamento ad un soggetto societario a controllo pubblico nel caso decorrano i termini previsti, a tutela della continuità di servizio ai cittadini”.