Di Giacomo: "Non vogliamo essere ricordati solo negli anniversari"

Il monito del segretario generale del sindacato polizia penitenziaria

di giacomo non vogliamo essere ricordati solo negli anniversari

L'intervento

Avellino.  

“Non vorremmo essere ricordati solo in occasione dell’anniversario della Fondazione del Corpo. Siamo comunque grati al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’unico rappresentante dello Stato che da sempre ci è vicino e che non ha usato parole di circostanza e di formalità riconoscendo “il ruolo prezioso di tutela della convivenza civile della nostra comunità” e soprattutto “le condizioni oggettivamente difficili in cui opera il Corpo quotidianamente, in un contesto di criticità del sistema carcerario italiano, con spirito di servizio e abnegazione”.

Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo segretario generale del sindacato polizia penitenziaria che aggiunge:

“Abbiamo ascoltato le solite promesse come quella del Ministro Nordio di “importanti investimenti nell’edilizia penitenziaria, che consentiranno di costruire nuovi padiglioni in strutture che soffrono di sovraffollamento”.

Un progetto che messo insieme a quello di riconvertire vecchie caserme in carceri sentiamo ripetere da anni senza che siano indicati tempi e tanto meno risorse finanziarie.

Le parole più ovvie - continua Di Giacomo - le abbiamo ascoltate dal Capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Russo che ha definito la Penitenziaria “Polizia di legalità, Polizia dei diritti, proprio a partire dalla Costituzione”.

Conosciamo bene compiti e funzioni. Vorremmo essere messi nelle condizioni di poterli svolgere innanzitutto serenamente senza dover rischiare ogni giorno la vita come provano le 1800 aggressioni ed
episodi di violenza contro il personale avvenuti nel 2023, le decine di rivolte. Quanto ai riconoscimenti per i nostri colleghi morti nell’assolvimento del dovere vorremmo - aggiunge - che siano ricordati anche i colleghi che si sono tolti la vita: 11 tra il personale penitenziario negli ultimi due anni, 5 nel 2023, 4 nel 2022 e 2 in questo scorcio di nuovo anno.

Il numero di agenti di polizia morti per suicidio è più del triplo rispetto a quelli feriti a morte nell'esercizio delle loro funzioni.

Una forte componente è connessa allo stress psico-fisico in moltissimi suicidi. E tra le molteplici cause, emerge proprio lo stress intenso cui le forze dell’ordine sono esposte quotidianamente. In Italia abbiamo delle grandi difficoltà, primo fra tutte non si indaga. Noi abbiamo chiesto di avere chiarezza su queste morti, perché è giusto che venga data una risposta in tempi rapidi, anche perché se si continua così a nascondere sempre il problema, tutte queste morti non avranno mai una risposta. È una situazione intollerabile che ci angoscia profondamente con il pensiero rivolto alle famiglie dei nostri colleghi”.