Lotta alle illegalità, appello di Cantelmo

Il Procuratore al fianco di Libera e Cgil: serve la collaborazione di tutti

Avellino.  

«A Quindici è tornata la luce, ma serve il contributo di tutti per sconfiggere l'illegalità». Il capo della Procura Rosario Cantelmo, intervenuto al convegno promosso da Cgil e Libera per presentare la proposta di legge ad iniziativa popolare sui cantieri, chiama a raccolta cittadini ed istituzioni e cita una frase di Einstein per scuotere le coscienze. "Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente". «Ricordo bene cos’era Quindici nel 1991 o nel 2002.

 

Libera e le associazioni che si sono mobilitate sul territorio hanno fatto un lavoro straordinario, ma ora bisogna insistere, andare avanti». Guai a pensare che la malavita sia solo sangue ed esecuzioni. «La malavita ha capitale enormi ed è in grado di gestire qualsiasi cosa, anche le elezioni. Sappiamo benissimo come funziona la tecnica della “scheda ballerina” e come si può inquinare il risultato elettorale. Oggi la malavita dà lavora e garantisce servizi. Anche per questo la gente spesso la difende anche contro la polizia».

 

Al suo fianco il prefetto Carlo Sessa che esalta il lavoro di Cgil e Libera ma invita a fare fronte comune. «Le leggi sono importanti, ma spesso non basta. Occorre prevenire, lavorare di concerto. Ognuno deve fare la propria parte». Piena sinergia tra Cgil e Libera per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti. Per raggiungere l’obiettivo occorrono 50mila firme da presentare alle due Camere. «La criminalità capitalizza le situazioni di emergenza per infiltrarsi.

 

E’ stato così con il terremoto ed i rifiuti o, per restare all’attualità, con la crisi economica», precisa il segretario della Cgil Campania Franco Tavella che non nasconde la sua preoccupazione anche sui prossimi lavori di bonifica all’ex Isochimica. La raccolta firme nasce a tutela dei lavoratori impiegati nelle filiere degli appalti pubblici e privati, e per il contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra imprese. «E’ un segnale importante nella lotta alle illegalità, ma è fondamentale che si lavori sul territorio, ogni giorno», precisa il referente di Libera Francesco Iandolo che ricorda come in Irpinia, oltre a Quindici, ci sono ben 26 siti confiscati alla camorra «da restituire alla società civile».