Con le elezioni regionali ormai alle porte, abbiamo provato a tracciare una linea politica a nostro avviso ideale. Al netto di questioni ideologiche o banali semplificazioni dell’antipolitica. Abbiamo immaginato di ascoltare un programma elettorale. Cosa che probabilmente non capiterà durante la campagna vera, quando i candidati saranno più impegnati a contrastare gli avversari, promettere l’impossibile e barcamenarsi in oscure strategie per ingraziarsi alleati. Per semplificare abbiamo suddiviso in quattro argomenti chiave la linea politica del nostro aspirante consigliere regionale: ambiente, lavoro, sanità e sviluppo. Non pretendiamo bacchette magiche e ricette risolutive.
Opzioni che appartengono a masanielli e santoni, non ai politici. Ma buon senso, visione del futuro e idee chiare su alcuni temi. In questa sede elenchiamo almeno i punti dove si deve intervenire. Per le soluzioni il dibattito è aperto. I nostri organi di informazione (giornale, portale web e televisione), sono a vostra disposizione. E nei prossimi giorni entreremo nel dettaglio di ogni singolo argomento. Ambiente. Riteniamo sia il cardine da quale partire per costruire il futuro di una regione che negli ultimi decenni ha mortificato il suo territorio. A cominciare dalla tragedia dei rifiuti.
Una ferita aperta e sanguinante. La bonifica delle discariche legali e illegali non può attendere. Mentre il riciclo dei rifiuti deve diventare industria, produrre ricavi e non problemi. Non è utopia: basta osservare quello che accade in regioni più virtuose. Sul petrolio questa terra aspetta risposte chiare. O meglio: un no netto, definitivo, senza ripensamenti. Sommare ai disastri della lunga emergenza rifiuti anche le prevedibili conseguenze dei pozzi petroliferi sarebbe devastante. Letale per ogni possibile idea di futuro. Come letale è il continuare a ignorare la grave fragilità idrogeologica di molte aree della Campania, o l’incuria in cui versano argini e letti dei fiumi. E neppure si può ignorare l’inquinamento che pone cittadine di provincia, come Avellino e Benevento, ai vertici, in negativo, della classifica nazionale. Lavoro. Il grande dramma. Per i giovani, ma non solo.
La Regione da sola può fare poco, ma deve dettare una linea. Individuare i settori traino, proporre e premiare i progetti migliori, facilitare l’accesso ai finanziamenti. Ma in modo chiaro, non farraginoso e soprattutto non clientelare. Prima il merito, si dice da decenni. E che sia davvero così. Sviluppo. Un argomento che non può essere slegato dalla questione lavoro. E che passa necessariamente dalla realizzazione di quelle infrastrutture che sono in attesa da anni e a serie, convincenti e attuabili politiche industriali. Sanità. I tagli indiscriminati dell’era Caldoro avranno anche rimesso a posto i conti, ma hanno soprattutto devastato la sanità pubblica campana.
Alla chiusura di molti ospedali, non ha fatto seguito - com’era invece previsto - quella sanità definita di prossimità, garantita dall’istituzione di centri di primo intervento su quei territori ormai senza presidi. Risultato: recatevi in un qualsiasi pronto soccorso della regione e vi troverete di fronte a scene da zone di guerra.
Luciano Trapanese
