Le deleghe della discordia nel giorno dell'antivigilia rovinano il clima sereno del Natale. Era già tutto pronto per il 27 per la presentazione della nuova squadra di Governo, invece, in serata il sindaco Laura Nargi riceve il no da alcuni dei nuovi assessori che dovrebbero entrare nella nuova Giunta. A rovinare l’atmosfera natalizia la scelta della stessa sindaca di assegnare a due suoi fedelissimi, Scaletti e Bilotta, rispettivamente le deleghe a cultura e sport.
Secondo i decreti firmati dal Nargi, dovrebbero entrare Mario Spiniello (patrimonio e contenzioso) e Monica Spiezia (delega al personale) . E dovrebbero andare ad affiancare la vicesindaca, Marianna Mazza, anche Jessica Tomasetta (politiche sociali e l’istruzione), Giuseppe Negrone (rifiuti e ambiente), Antonio Genovese (patrimonio e infrastrutture) e Gianluca Gaeta (politiche giovanili e protezione civile). Ma ovviamente il condizionale è d’obbligo dal momento che nessuno di loro si è presentato all’appuntamento convocato dalla fascia tricolore. In giunta anche il capogruppo di “Siamo Avellino”, Alberto Bilotta che, invece, ha accettato l’incarico, a lui dovrebbe andare, oltre quella dello sport, la delega attività produttive e commercio. Unico degli assessori tecnici a rimanere in sella è il delegato alle finanze, Alessandro Scaletti, a lui dovrebbe andare anche il settore politiche culturali e marketing territoriale. Ma di sicuro per la sindaca si prospetta una vigilia di Natale per nulla serena.
Intanto, l'opposizione è pronta all'attacco e punta il dito contro l'ex sindaco: “Non solo è ancora sotto richiesta e si sceglie gli assessori ma addirittura sceglie anche le deleghe – dichiara Antonio Gengaro - . Credo che sia una delle pagine più brutte della nostra città. Festa esercita il potere su questa città, pur non essendo stato eletto sindaco, non avendo alcun ruolo se non quello di essere diciamo il leader politico della Nargi. Bisogna osservare e rispettare le leggi – continua Gengaro - il testo unico dà dei poteri micidiali al sindaco, tra cui quello di scegliersi in autonomia la squadra, di affidare le deleghe. Tutti questi meccanismi oggi sono saltati nella città di Avellino perché c’è un deus ex machina che è Gianluca Festa che detta i tempi della dell’amministrazione avellinese.