Una tempesta perfetta: dopo Feste e con la riapertura delle scuole aumentano i casi di influenza, anche tra i bambini. Ma, dati alla mano, i casi tra i più piccoli si attestano comunque intorno a numeri contenuti per i casi gravi con complicazioni serie, complice la campagna vaccinale effettuata negli scorsi mesi, prima del picco dei contagi. Lo spiega il direttore dell'unità operativa complessa di Pediatria dell'azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, Eduardo Ponticiello.
"Casi meno gravi grazie ai vaccini"
"Per quanto riguarda l'Influenza sta avvenendo quanto prevedibile - spiega Ponticiello -.I ritrovi in famiglia e con amici per le feste e la riapertura delle scuole hanno sempre come riverbero un aumento dei contagi. Ma, analizzando le casistiche, devo dire che è stata fondamentale la campagna vaccinale. Abbiamo registrato un aumento dei casi, certo, ma non numeri importantissimi. Ma, soprattutto, analizzando i casi notiamo che ci sono state poche complicanze gravi, soprattutto grazie alla campagna vaccinale effettuata con rigore in Campania e soprattutto in Irpinia"
Meno casi di Bronchiolite
"I vaccini sono un'arma incredibilmente importante per arginare i contagi e gli effetti gravi anche dell'influenza e della Bronchiolite. Dati alla mano abbiamo meno casi di virus respiratorio sinciziale, sempre grazie ai vaccini. Tornando all'influenza, abbiamo sicuramente numeri in aumento per il picco, rispetto a novembre, ma pochi bimbi con complicanze importanti come broncopolmonite, miocardite o con interessamenti del sistema nervoso centrale".
Al Pronto soccorso solo se necessario
Il primario Ponticiello, inoltre, invita i genitori a recarsi al Pronto Soccorso solo se necessario. "Andate al pronto soccorso solo se necessario: osservate bene i sintomi, chiedete sempre prima al pediatra di famiglia cosa fare analizzando con cura lo stato del piccolo. Bisogna fare riferimento al Pronto Soccorso solo se si presentano sintomi gravi, come una aumentata frequenza respiratoria, se il bimbo è cianotico o completamente inappetente. Oppure se il bambino ha pochi mesi di vita: in quel caso fino ai tre mesi la febbre è un sintomo da analizzare con particolare attenzione".
