Sono anni che chiede aiuto, che chiede di essere liberata dalla casa in cui è prigioniera. Franca De Feo è una donna disabile, vive al terzo piano del civico 318 di via Acciani. A Quattrograna Est è prigioniera da 15 anni. Ha perso la possibilità di muoversi liberamente perché deve contare solo sulle braccia dei suoi familiari e non su un’ascensore. La depressione si è fatta avanti e Franca passa ore ed ore davanti alla tv. «Non so come fare - si dispera sua figlia che vive per lei – Siamo prigioniere, ostaggi... eppure basterebbe che realizzassero l'ascensore un sistema per permetterle di uscire. Sono 15 anni che siamo qui e non si riesce ad avere neanche un montascale né altri dispositivi». A raccontarci la sua storia a Franca vengono gli occhi lucidi. Ci mostra una foto di com’era solo 15 anni fa. Bella, bellissima da mozzare il fiato. Poi la malattia, quella disabilità che le ha mortificato corpo e spirito. «Chiedo solo di poter uscire con mio marito - spiega -. Sono disperata mi sembra di scontare un ergastolo a vita in una prigione che è la mia stessa casa, senza aver fatto del male a nessuno, senza aver commesso alcun reato. Non riesco ad andare avanti così. Mi è passata la voglia di vivere in queste condizioni». Ma alla disperazione della famiglia De Feo sembra non esserci fine. Da un anno l’azienda sanitaria locale ha deciso di interrompere ogni tipo di assistenza. «Dicono che mia mamma è malata cronica - racconta la figlia -. Così non riceve più assistenza. Come abbiamo fatto fronte a questo nuovo dramma? Facciamo da noi. Cerchiamo di massaggiarle le gambe. Siamo davvero esasperati. Eppure non siamo figli di un Dio Minore».
Simonetta Ieppariello
