Le patologie legate al cuore rimangono una delle principali cause di mortalità, e sul territorio campano il triste primato nazionale. Infarto come nemico numero 1 da combattere, e molto si può fare con la prevenzione. Cuore e stili di vita, esperti a confronto in occasione di una settimana dedicata al cuore. Oggi in occasione di "Cardiologie Aperte", ci sarà la relazione al circolo della stampa del dottore Amodio Botta. «Molti pensano che il problema principale in Italia sia il cancro, ma in realtà la prima causa di morte sono gli infarti e le patologie legate al cuore - spiega Botta -.
In Campania ogni anno ci sono migliaia di vittime. Una vita sana, anche sotto il profilo dell'alimentazione, è un elemento basilare per fare prevenzione». Nel corso del suo intervento l'esperto presenterà anche i numeri di ricerche e approfondimenti dedicati al cuore, come quelli elaborati e raccolti dal ospedale "Gemelli" di Roma e dalla Fondazione Ambrosetti. Maglia nera, dunque, per la Campania per morti di infarto. «Siamo la prima regione di Italia per morti legate al cuore - spiega Botta -. Un tasso di mortalità altissimo rispetto alle altre regioni che lascia poco spazio all'immaginazione e che si attesta a 6,8% su 10mila all'anno, rispetto ad una media nazionale che si ferma 5,2. Questo per gli uomini.
Ma le cose non vanno certo meglio per le donne, dove il tasso di mortalità è di 2,4% rispetto ad una media nazionale di 1,8%». Ma se aumentano le morti per infarto, diminuiscono quelle per tumore. Dal canto suo il dottore Botta suggerisce: una corretta alimentazione aiuta, anzi in alcuni casi salva». Gli alimenti che non devono mai mancare? Pesce e olio di qualità. Occhio invece a carni rosse e patate, che rischiano di appesantire proprio il nostro prezioso apparato cardiovascolare. Intanto si punta alla prevenzione e alla creazione di una banca dati, una banca del cuore, un registro elettronico grazie al quale raccogliere dati, esami e diagnosi cliniche. Anche quest’anno l’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino ha aderito all’iniziativa “Cardiologie Aperte”, promossa in tutta Italia dall’Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) fino a domenica, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione nei confronti dei problemi cardiovascolari e di tutti gli atteggiamenti e stili di vita pericolosi per il cuore.
Ad aprire il convegno il responsabile del Laboratorio di Emodinamica dell’Azienda “Moscati”, nonché Presidente regionale dell’Anmco, Rosario Sauro, ha organizzato ad Avellino, presso il Circolo della Stampa di Corso Vittorio Emanuele, una due giorni di incontri e dibattiti per far conoscere da vicino a tutti i cittadini i fattori di rischio di malattie cardiache e le contromisure da adottare per prevenirle. Ieri pomeriggio le prime relazioni di Luciano Marino, responsabile della Cardiologia dello Sport dell’Asl di Avellino, sul tema “Cuore e sport” e Fiore Candelmo, dirigente medico dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera “Moscati”, sul tema “Cuore e fumo”.
Oggi pomeriggio toccherà al dottore Amodio Botta, dirigente medico dell’Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda “Moscati”, che parlerà invece di “Cuore e alimentazione”. Intanto presso l’Azienda ospedaliera “Moscati” si sta programmando una giornata in cui eseguire gratuitamente l’elettrocardiogramma e la rilevazione della pressione arteriosa con uno speciale macchinario che rilascia la “BancomHeart”, una card dove archiviare esami e dati clinici che sarà possibile consultare in qualsiasi momento tramite pc, tablet o smartphone. I dati raccolti e a disposizione del paziente vengono anche registrati in una “Banca del Cuore”, un registro elettronico al quale potranno accedere tutti gli ospedali italiani e visionare i parametri clinici rilevati. Presso l’Azienda “Moscati" si sta testando il macchinario e la data per eseguire gli esami presso il laboratorio di Cardiologia sarà comunicata alla cittadinanza nei prossimi giorni.
Simonetta Ieppariello
