L’Ecoturismo assicura ogni anno 8 miliardi di turisti nel mondo. Numeri che devono far svegliare l’Irpinia, da tempo identificata come la provincia del verde,dei borghi, della cucina di qualità. Pensiamo ai nostri Parchi Regionali e alle Oasi naturalistiche (Monti Picentini, Partenio, Conza, Senerchia) che fra i boschi di faggi e castagni e sulle rive dei laghi, ospitano una fauna meravigliosa: lupi, cinghiali, falchi pellegrini, aquile reali.
Questi luoghi rappresentano un patrimonio inestimabile che non riusciamo a convertire in turismo effettivo. Cerchiamo di capire perché. Non sappiamo comunicarci efficacemente all’esterno come altre regioni, si pensi alla Puglia, che in pochi anni è divenuta esempio virtuoso investendo consistentemente su un’accoglienza di prim’ordine, un’offerta turistica variegata ma omogenea, strutture recettive di qualità: se si guarda al Partenio, al fronte di Mercogliano, gli altri comuni sono sprovvisti di alberghi in grado di ammortizzare un flusso turistico consistente. E, purtroppo, il contesto che gravita intorno a queste aree è altrettanto anoressico: borghi meravigliosi ricchi di storia e fascino, ai quali fa da contrappasso l’assenza di infrastrutture e di un piano turistico omogeneo in grado di valorizzarli a dovere.
Andrea Fantucchio
