Mentre i sindaci di alcuni comuni in provincia di Avellino paventano il ricorso alle ordinanze di abbattimento per fronteggiare l'emergenza cinghiali, l'Ente Nazionale Protezione Animali invita tutti ad evitare inutili allarmismi e ad utilizzare il buonsenso, ricordando che oltre 20 anni di uccisioni di cinghiali non hanno portato a nessun risultato.
«La gestione della fauna selvatica non è competenza comunale, bensì di Provincia e Regione», commenta Saverio Capriglione, responsabile del nucleo Guardie Zoofile di Avellino. «L'eventuale ricorso a ordinanze urgenti non troverebbe motivazione alcuna, poiché non esiste alcun pericolo reale: se così fosse, in tutta Italia ci sarebbero decine e decine di morti o feriti».
Anche la Regione, attraverso le dichiarazioni dell'on. Petracca, presidente della Commissione Agricoltura, ha sottolineato che senza censimenti e dati attendibili non sarà intrapresa alcuna azione. «Apprezziamo certamente queste parole, poiché anche noi riteniamo opportuno condurre censimenti», prosegue Capriglione, «ma al contempo chiediamo che siano valutate le strade alternative al ricorso ai fucili perché la nostra stessa legge nazionale impone l'applicazione di metodi ecologici, prioritari rispetto a qualsiasi forma di gestione cruenta».
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