Alta Irpinia incantata: dove il tempo si è fermato ...

Turismo sostenibile fra incanto e realtà ...

Borghi meravigliosi, tradizioni secolari, cucina d'eccellenza, eppure, tutto questo non basta ...

Avellino.  

Alta Irpinia, il rilancio passa dal turismo responsabile, pratica che fattura miliardi nel mondo rispettando l’ambiente.

Borghi meravigliosi: in questi ostelli di storia, l’orologio ha smarrito le lancette della frenesia che connotano la società contemporanea, regalandosi un tempo scandito dai cicli naturali. Monteverde, Rocca San Felice, Calitri, Conza, sono meraviglie senza eguali.

Le tradizioni secolari che animano queste zone richiedono pazienza per essere scoperte e comprese a pieno. Come la tarantella, testamento di una rivalità ancestrale che contrappone il centro del paese alla periferia, baluardo del rito del mascheramento, che permetteva alle prime comunità rurali di lasciar scivolar via ansie e dolori legati al lavoro e alle preoccupazioni per il futuro.

La cucina irpina è figlia della frugalità e della pazienza. I formaggi come il caciocavallo podolico, nascono dal connubio della sapienza dell’attesa: la transumanza e poi la stagionatura che avviene nelle grotte a temperatura naturale. Stesso discorso vale per il vino, l’olio, gli ortaggi, la frutta o ricette uniche come il ragù di carne che deve invecchiare giorni e le cannazze.

Intorno il verde delle montagne, il giallo dei campi di grano, il rosso dei filari di vite che si estendono a perdita d’occhio. (Foto di Angelo Cesta)                                                                                                            

Andrea Fantucchio