C'è chi anima un dibattito a dir poco confuso sul futuro delle zone appenniniche della Campania. Tra no triv, no eolico e no tutto, si fa una gran commistione di argomenti con il rischio di non centrare nessun obiettivo.
Sul “no” al petrolio, la questione è chiara.
Così come sull'eolico selvaggio, quello realizzato in barba a tutte le severe normative vigenti e al semplice buon senso. Il punto è che si confonde l'eolico con l'eolico selvaggio. Tutto viene messo insieme, centrifugato e servito con un bel po' di trivelle dei petrolieri per un unico, solidale e fortissimo “no a tutto”. Nel nome di una una difesa a spada tratta di un territorio che dovrà vivere – nelle intenzioni dei più – grazie a frotte di turisti attratti dalle bellezze paesaggistiche di queste terre.
Nel frattempo, altrove, gli impianti eolici – realizzati seguendo criteri molto rigidi – stanno contribuendo ad alimentare risparmi consistenti per i cittadini. Oltre naturalmente a una decisa diminuzione dell'inquinamento generato da combustibili fossili. (Per leggere l'articolo completo collegati all'app Ottopagine News, disponibile per Apple e Android, su cellulari e tablet).
