Rischio trivellazioni, torna l'allarme

Appello del comitato di Gesualdo alla Regione: deve decidere

Avellino.  

«La mancata adozione del piano energetico regionale e la mancata applicazione del Ptr sono alla base del caos sulle questioni ambientali». Il Comitato Civico di Gesualdo “No trivellazioni petrolifere in Irpinia” torna all’attacco sul rischio trivellazioni in Irpinia. «Le recenti novità introdotte dallo Sblocca Italia stanno per imprimere una severa svolta all’istruttoria relativa al progetto di ricerca Gesualdo-1, che da più di due anni giace presso la Commissione Via della Regione Campania in attesa di valutazione».

E’ infatti previsto il trasferimento delle competenze istruttorie dalle Commissioni tecniche regionali direttamente al Ministero dell’Ambiente nel caso in cui, decorso inutilmente il termine perentorio del 31 marzo 2015, tali procedimenti non fossero stati completati. Di qui l’appello alla commissione di valutazione di impatto ambientale (Via) di Napoli ad accelerare ed al Consiglio Regionale e agli assessori Vittorio Fucci e Giovanni Romano «ad esprimersi in maniera netta sulla questione, senza scadere nella sterile propaganda elettorale». Più di un timore anche sul destino che lo Sblocca Italia potrà riservare all’Irpinia.  

L’articolo 38 comma 1-bis riserva al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) la formulazione di un piano della aree da destinare alle attività di ricerca di idrocarburi, da adottare previa intesa con la Conferenza Unificata Stato-Regioni. Questo comma, inizialmente ribattezzato Comma Irpinia perché mutuato alle istanze provenienti proprio da Gesualdo, adesso appare assolutamente di difficile interpretazione. «E’ venuto meno nel testo l’esplicito riferimento all’introduzione di griglie di valutazione basate su un principio di salvaguardia ambientale, che avrebbero previsto l’esclusione dalle aree di ricerca di quei territori che, come l’Irpinia, presentano forti criticità ambientali e soprattutto bacini idrici strategici».