di Simonetta Ieppariello
Nessun allarme, certo, ma due morti in poche ore annunciano anche in Campania l'incubo meningite, ribattezzata killer per la sua virulenza e rapidità nello stroncare vite. In due ore se ne è andato Sebastiano Petrucci. Poche ore dopo, un 46enne a Fuorigrotta pare essere stato ucciso dallo stesso batterio. Si tratta di un caso sospetto. Sono in corso esami specifici. Oggi l'ufficialità dalle analisi, ma il direttore del reparto di malattie infettive del Moscati di Avellino, Nicola Acone, non ha dubbi: "serve una vaccinazione in gregge, per bloccare un batterio diventato più forte e spietato, ma soprattutto più resistente alle cure"
Quello che salva resta comunque, solo e soltanto, una diagnosi precoce, sempre più difficile per una forma di infezione una sepsi da meningococco di tipo C che uccide in pochissime ore.
Il bollettino è da guerra anche in Campania: 30 i casi in Campania diagnosticati in tempo al Cotugno di Napoli.
«Finchè tutta la popolazione nelle aree più colpite della Campania non si sarà vaccinata, ci saranno comunque dei rischi» sottolinea il dottore Acone «la necessità della strategia già adottata di vaccinare estensivamente tutti i residenti nelle zone più a rischio per i focolai già registrati è necessaria ma devono vaccinarsi tutti per scongiurare del tutto il rischio». Insomma serve la cosiddetta vaccinazione di gregge, una sorta di barriera invisibile che potrà arginare il passaggio della malattia.
Se sottoposte all'immunizazione, Il vaccino, spiegano gli esperti, ha però permesso di salvare lla vita, riducendo l’impatto della malattia: ogni persona infatti ha una reazione personale che dura più o meno nel tempo. E che può essere fondamentale per farcela?
