«Pensavamo fosse un malore. Gli avevano sparato in testa»

In coma il 14enne che avrebbe dovuto firmare ieri con l'Avellino

pensavamo fosse un malore gli avevano sparato in testa
Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

Luigi aveva una chance di diventare calciatore, oggi invece ancora non si sa quante chance abbia di riprendersi dal coma farmacologico in cui è tenuto dal pomeriggio della vigilia di Natale, quando un proiettile lo ha centrato alla testa mentre camminava con un gruppetto di amici lungo il corso principale di Parete, il paese in provincia di Caserta dove abita con i genitori e due fratelli. Un colpo devastante, un proiettile di grosso calibro (9, probabilmente) che gli ha perforato il cranio e attraversato il cervello e che ancora non si è potuto capire da dove sia partito. Un colpo alla testa, ma almeno 3 quelli esplosi da una calibro 9. Resta in coma Luigi il 14enne colpito da un proiettile vagante nelle ore di Vigilia. Le indagini vanno avanti ed è stato sequestrato un furgone nel quale sarebbe stato trovato conficcato uno dei tre colpi. Si attende la perizia balistica mentre si analizzano i filmati di videosorveglianza per capire cosa sia realmente accaduto dinanzi alla caffetteria Centrale, in pieno centro a Parete. Intanto stasera il presidente dell’Avellino Calcio Taccone consegna al sindaco Pellegrino e al presidente della società in cui militava Luigi la maglia di capitan D’Angelo: perchè Luigi è un piccolo campione e tra pochi giorni avrebbe firmato con l’Avellino. Poche ore alla consegna. La commozione anche nel club bianco verde è tanta per quel ragazzino.

Il racconto di chi era in zona è drammatico. Luigi è crollato a terra senza un urlo, senza nemmeno un gemito, e i ragazzi che erano con lui non si sono accorti di nulla. Hanno visto il sangue ma nemmeno a quel punto hanno capito. 

Una storia senza senso che in un attimo ha cambiato la vita di un ragazzino allegro, bravo a scuola (Istituto tecnico, secondo anno, media del 7 con qualche 8) e bravo con il pallone. Un piccolo e promettente talento. 

Anche la proprietaria della Caffetteria centrale spiega come i primi attimi siano scorsi senza capire la gravità dell’accaduto. «All’improvviso abbiamo sentito delle grida. Invocazioni d’aiuto. Qualcuno parlava di un ragazzo a terra - spiega -. Io il sangue non l’ho visto subito, ma dopo. Pensavo si trattasse di un malore. Luigi è stato cosciente fino all’arrivo ambulanza .

Poi ha perso i sensi. Cosa diceva? Si lamentava. Abbiamo tentato di tenerlo sempre vigile. Chiedeva dei suoi familiari. Luigi è un ragazzo sereno, tranquillo. Un piccolo campione. Stava camminando con i suoi amici. Erano tutti sereni, poi il dramma».

Un racconto confermato da un’altra esercente della zona e da chi era presente. Scene drammatiche hanno scandito i soccorsi. Domani lamarcia per pregare perchè quel giovanissimo torni a sorridere alla vita.

«Qualsiasi particolare o dettaglio che possa sembrare anche di poco conto sia riferito alle forze dell’ordine collaborando alle indagini per fare luce su un fatto di cronaca agghiacciante per la sicurezza dei giovani e la quiete dei nostri territori. Chi ha commesso questo terribile gesto sia assicurato al più presto alla giustizia». È l'appello che rivolgono i portavoce del MoVimento 5 Stelle, Salvatore Micillo, alla Camera dei Deputati, e Rosalba Rispo, al Consiglio comunale di Parete, con il Meetup locale in merito alla vicenda del giovane Luigi P.,

Fa male pensare che nei giorni spensierati della festa Luigi lotta per la vita in ospedale. Il 14enne è in coma: non si sa se tornerà in campo. I compagni: «Giochiamo per lui». Il padre avrebbe dovuto accompagnarlo proprio ad Avellino per firmare. Poteva essere l’inizio della sua carriera