Il tribunale di Avellino cade a pezzi. E questa non è una novità. Ma che addirittura non sia dotato di un certificato di agibilità e idoneità in ambito di sicurezza sembra quasi sfiorare il paradosso. La denuncia arriva dalla Camera penale irpina che questa mattina ha organizzato un convegno alla presenza dei tecnici del Comune per mettere mano all’adeguamento.
Il presidente dei penalisti Luigi Petrillo ha lanciato un allarme perché il palazzo di piazzale de Marsico diventi sicuro a tutti gli effetti.
«Sono contento di aver avuto un confronto con il Provveditorato. Una vicenda che sembra piuttosto impantanata nelle secche della burocrazia - dichiara Petrillo - Cogliamo con favore l’incontro con l’ingegnere D’Onofrio. Le cose purtroppo avranno una gestazione molto lunga. Noi abbiamo acquisito il verbale di riunione dell’ultima conferenza e abbiamo appreso molte cose di cui ignoravamo addirittura l’esistenza.
L’impianto elettrico non è a norma, non è a norma l’impianto antincendio, non sono a norma le uscite di sicurezza che tra l’altro sono state installate solo nel 2017, ci sono notevoli problemi di infiltrazioni del tetto. Dunque - ribadisce il presidente Petrillo - Di fronte a tutto questo, abbiamo il dovere nei confronti di tutti coloro che frequentano il tribunale - sia dipendenti che imputati o parti offese - di insistere affinché queste criticità vengano risolte».
A presentare il progetto di adeguamento sismico, l’ingegnere del Provveditorato ai lavori del comune di Avellino Gennaro D’Onofrio. «Il progetto è pronto, il Comune lo deve consegnare a giorni. Il tempo dei lavori è fissato a 9 mesi, ma secondo me è troppo poco il tempo. Il costo degli interventi è pari a sette milioni di euro».
Al termine dell’incontro è stato deciso di elaborare un documento da consegnare agli enti preposti per mettere in luce le criticità del palazzo di giustizia.
