Clan Partenio, Damiano Genovese: indagato per il mio cognome

L'interrogatorio per gli 8 arrestati e detenuti in carcere. I boss Galdieri e Forte non parlano

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Avellino.  

Terminati i primi interrogatori per alcuni degli arrestati nell’inchiesta del nuovo clan Partenio. I fratelli Nicola e Pasquale Galdieri, il loro uomo di fiducia Beniamino Pagano e Carlo dello Russo hanno fatto scena muta davanti al gip Fabrizio Finamore che li ha interrogati questa mattina, in videoconferenza. Anche la regina delle aste Livia Forte ha fatto scena muta davanti al magistrato, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Mentre il fratello Modestino, entrambi difesi dall’avvocato Carmine Danna, ha risposto al gip, dichiarandosi completamente estraneo ai fatti contestati e respingendo tutte le accuse.

Il figlio del boss ergastolano, Damiano Genovese ha invece preferire rispondere a tutte le domande del giudice, respingendo ogni accusa. Genovese, difeso dagli avvocati Claudio Mauriello e Gerardo Santamaria, ha parlato per 40 minuti, fornendo la sua versione dei fatti e dichiarando la sua estraneità a tutte le accuse della procura.

Genovese ha spiegato al giudice che nonostante il legame di parentela intercorso con Livia Forte (ha sposato la figlia della sorella di Livia) non si è mai interessato al business delle aste. Lo confermerebbero anche le intercettazioni. "Sono stato coinvolto in queste indagini solo perché ho un cognome che pesa". Anche Armando Aprile, difeso dall’avvocato Alberico Villani, ha risposto al gip respingendo ogni accusa. 

Domani gli interrogatori continuano per le persone ristrette agli arresti domiciliari.