Ariano, minaccia di morte l'anziana madre: arrestato figlio violento

La donna fortunatamente è riuscita a scappare di casa e a chiedere aiuto alla polizia

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L’immediato intervento dei poliziotti ha consentito di rassicurare la donna e di ricostruire l’accaduto...

Ariano Irpino.  

Gli agenti del commissariato di polizia di Ariano Irpino, guidati dal vice questore Maria Felicia Salerno hanno arrestato un 49enne del luogo autore di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate in danno dell’anziana madre convivente, 72enne.

Durante l’ennesima lite sorta per futili motivi l’uomo ha ingiuriato, umiliato, percosso e minacciato di morte la madre. La donna fortunatamente è riuscita a scappare di casa ed a chiedere aiuto chiamando il 113.

L’immediato intervento dei poliziotti ha consentito di rassicurare la donna e di ricostruire l’accaduto.

"E’ emerso che in diverse occasioni - si legge nel comunicato stampa diramato dalla questura di Avellino -  il figlio l’aveva minacciata di morte dicendole che le avrebbe tagliato la gola o che l’avrebbe buttata dal balcone. Diverse inoltre le umiliazioni subite come donna, come madre e come moglie allorquando il figlio le sputava addosso, le diceva di essere una poco di buono, offendendola con ingiurie di ogni tipo e tacciandola di non essere stata né una buona madre né una brava moglie.

La donna per amore del figlio solo nel mese di febbraio si era determinata a denunciarlo per mettere fine alle continue angherie di cui era vittima da tempo.

L’uomo però venuto a conoscenza della denuncia, anziché desistere dai suoi deplorevoli comportamenti, ha progressivamente intensificato la sua condotta illecita sino ad arrivare a metterle le mani addosso ed a procuragli lesioni personali.

Tenuto conto della gravità della condotta, ricorrendone le condizioni, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato ed associato presso la locale casa circondariale in attesa dell’udienza di convalida." Fin qui la nota della questura di Avellino. 

L’arresto eseguito costituisce misura precautelare applicata in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione ed il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.